Dynfari: Vegferd timans (Journey of time)

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Opera emotivamente coinvolgente, Vegferd timans (in inglese Journey of time, mi scuso per la grafia non corretta dei titoli in islandese, ma la mia modesta tastiera non mi concede altro) è il terzo lavoro pubblicato dal duo dei Dynfari, Johann Orn (voce e chitarre) e Jon Emil (percussioni), coadiuvati dal bassista Hjalmar e dal chitarrista Bragi. Fautori di un suono che trae origine dal black primordiale, ma che si evolve in un complesso di partiture atmosferiche di grande effetto, e che trova la sua naturale sublimazione nella lunga suite che lo chiude, quella “Vegferd” (“Voyage”) che, partita in tre atti, rappresenta al meglio le urgenze espressive che animano il duo. La prima parte, “Ab Terra”, riecheggia dei Tehni più umbratili, ed è track possente, crepuscolare, spezzata da inserti acustici (ecco gli agganci ai finnici) che la alleggeriscono, ma che al contempo acuiscono il senso di estatico svuotamento che si prova ascoltandola con attenzione, fino all’assorbimento. Ecco che l’influenza dei paesaggi sconfinati, ed agli occhi di un occidentale desolati, della loro Islanda si materializzano nella nostra memoria, abbrancando lembi di ricordi di documentari, di letture. La seconda, “Ad Astra”, è sognante, dilatata, lattiginosa come una lontana galassia in una notte dal cielo terso; giunto a metà minutaggio il brano prende quota, levandosi a quel firmamento che evoca nel titolo. Eppoi la terza ed ultima porzione, “Mykrid” (“The dark”), il buio: un brano epico, drammatico, l’epilogo magniloquente di un disco che lascia il segno nei nostri cuori sanguinanti, nel nostro animo sofferente. Poi il silenzio. Il vuoto. Il portone dai cardini rugginosi che si chiude con un tonfo sordo, lasciandoci fuori, soli con la sensazione di abbandono che ci stringe, e del gelo che ci assale… Vegferd timans non svela subito la sua bellezza composta ma ci prepara, brano dopo brano (con vette di lirismo post che vengono agevolmente raggiunte in “Hafsjor” ed in “Sandkorn”) al gran finale. Ed è come abbandonarsi sulla spiaggia, mirando le onde che si inseguono, fin dove il cielo pare inabissarsi nelle acque scure e procellose…

Per informazioni: http://www.auralmusic.com
Web: http://www.facebook.com/Dynfari
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