Rutger Zuydervelt è un musicista elettronico con alle spalle oltre 150 album. La maggior parte dei suoi lavori sono usciti sotto il monicker Machinefabriek e solo 19 con il suo vero nome. Ora la Zoharum, label polacca molto attenta e specializzata in tutto quanto è sperimentale, elettronico e ambient, pubblica The Measures Taken, un disco di Machinefabriek concepito come accompagnamento per una “performance” di danza del coreografo Alexander Whitley e dell’artista visuale Marsmallow Laser Feast. The Measures Taken era stato commissionato in origine dalla Royal Opera House. La tematica del lavoro è indubbiamente molto affascinante e concerne il rapporto conflittuale fra l’uomo e la macchina. Si tratta così di una performance multimediale  che esplora la nostra interrelazione con la tecnologia e il lavoro rappresenta una sorta di dialogo e duetto fra il mondo umano e il mondo digitale. La musica di Rutger Zuydervelt sembra in questo senso perfetta per questo tipo di spettacolo. L’inizio è lento e caratterizzato  da brevi pulsazioni elettroniche poi le ambientazioni diventano pacate e fredde. Si tratta di un’elettronica che riesce ad agire a un livello emozionale. L’unione di melodie calde, elettronica glitch e ritmiche abrasive  riesce infatti ad essere molto profondo e non asettico e sterile come si potrebbe ritenere ad un ascolto superficiale. Le tracce non hanno titoli e sono diverse in 4 parti. La seconda mi ha ricordato qualcosa dei Cluster, il seminale gruppo tedesco di musica elettronica. Quel che è emerge durante l’ascolto è la grande qualità cinematica di Machinefabriek. L’album esce in 3-panel-ecopak e in’un edizione strettamente limitata a 300 copie. Disponibile su Bandcamp (https://zoharum.bandcamp.com/album/the-measures-taken).