Marco Castoldi: Il libro di Morgan – Io, l’amore, la musica, gli stronzi e Dio

0
Condividi:

Un uomo che gira con appiccicato alla schiena un bersaglio. Grande, tanto che non vale nemmeno la pena di prendere la mira. Basta premere il grilletto ed è fatta, centro. Quell’uomo è Marco Castoldi. “Ueeeee Morgan! Grandissimo!” e via di sgommata. Ricordo un concerto dei Bluvertigo, tappa del “Digital low tour”, quello di “Zero”. Arrivano in ritardo, non suonano nemmeno bene, si impegnano quel tanto, lui stona, ha poca voce ma… Ad un certo punto c’è un qualcosa che mi fa sussultare. Poche note. Un giro di basso… Mi concentro, come quando si corruga la fronte e sembra che tutto converga fra occhi e fronte, lì in mezzo. Mick Karn! Ecco, il maledetto lo ha piazzato proprio nel bel mezzo di quella canzone, lo ha sospeso nell’aria, ha lanciato quelle molliche di genio al pubblico, qualcuno le raccoglierà, no? Questo è Morgan, anche Robert Fripp si è accorto di lui, ma la lettera contenente la proposta di collaborazione che gli ha spedito è rimasta senza risposta. Gli piace stare al centro del palco, dell’interesse, è un istrione per natura, Morgan, ma in cuor suo vorrebbe solo che il pubblico comprendesse che la Musica è un affare serio, non è solo svago e “tunz, tunz, tunz”. Poi lo prendono per un pazzo egocentrico. Uno che deve fare il protagonista, costi quel che costi. Uno che però qualcosa ci capisce. Almeno si è sforzato di studiare la materia. Anche se poi nell’esporre la sua sapienza fa confusione, si arrabbia, si infila quasi scientemente in una pozza oleosa di polemiche dalla quale venirne fuori netti mica è semplice. I Bluvertigo non erano fuori dal tempo, tutt’altro, erano semmai fuori luogo, inteso come Paese, territorio delimitato da confini indicato sulla carta geografica con un colore diverso da quelli che lo circondano, per identificarlo subito. E da solista ha estremizzato questa sua missione impossibile, Bach assieme ai Duran Duran, Sylvian assieme a Bindi. Con una levità tale da apparire superficiale, peggio saccentone a chi sa di musica alterna/indipendente/ecchenessò-io. Perché è un delitto parlare al popolino bue di queste Creature Divine che hanno segnato una parte della nostra vita e delle quali continuiamo a conservare il santino sgualcito nel taccuino. Il libro di Morgan è una biografia incasinata come la vita del personaggio che l’ha estesa. Non potrebbe essere altrimenti. Uno che ha saputo farsi cacciare dalla Televisione nazionale per una improvvida dichiarazione, uno che sta sempre in mezzo alla gente, spesso alla bella gente ma che è solo, uno che ha sei anni meno di me e che quando era giovane ascoltava più o meno i miei stessi gruppi, leggeva Ciao2001 e cercava di ricordarsi nomi, titoli, copertine… Fortunato ad avere un padre che ha alimentato la sua curiosità ed il suo estro, poi nell’aver trovato compagni di viaggio che hanno saputo sostenerlo, farlo crescere, anche maturare, ma il termine riferito a Morgan suona strano, o no? Auto-ironico, critico nei confronti degli altri ma anche di se stesso, pronto a riconoscere i propri errori, e troppo spesso ad amplificarli. La Brianza dove nasce e dove torna, Los Angeles dove incontra e frequenta Marilyn Manson e Warren Cuccurullo, quello dei Missing Persons e sopra tutto di “Ordinary world” dei DD, e leggete cosa scrive di lui, uno spasso. Sorriderete ed anche riderete di gusto, ma più spesso vi lascerete coinvolgere dalle sue amare considerazioni sul mondo che ci circonda e sui meccanismi che lo governano. C’est la vie, cantava Greg Lake negli ELP… Il matrimonio con l’Argento, la prima figlia, brevi squarci di vita domestica, la paternità, gli oggetti che ingombrano le stanze, i ricordi, il giardino. Ed il perdersi in elucubrazioni circolari, che si avvinghiano in spirali, e che si sfilacciano senza giungere ad una conclusione. Così esattamente come si comporta dinanzi ad una platea. Non cambia, Morgan, sempre sul palcoscenico a recitare la sua parte, che è la sua vita. Ma insomma, se i suoi pupilli hanno vinto tante edizioni di X-Factor un obiettivo l’avrà poi raggiunto, almeno uno? Chissà, di sicuro il capitoletto dedicato alle cover rende esplicito il concetto di Arte sonora che lui ha ben presente, pur nell’apparente caos della sua esposizione. Il libro di Morgan si ferma apparentemente al 2012, non accennando nulla alla relazione con Jessica Mazzoli ed alla nascita della seconda figlia. Ci riserverà un’altra parte, fra qualche anno? Per ora accontentiamoci di questo, perché può bastare. Bryan Ferry e le sue calze gialle, il placido Battiato e la quiete dell’Etna, il rumore del cantiere che entra nelle sue registrazioni, il vagare nella notte di una anima che cerca solo qualcuno che stia lì ad ascoltarlo, lui, Morgan, il cappellaio matto. Quello sempre dalla parte sbagliata, per scelta o per ventura (o Ventura?). E quel giro di basso, forse stavano suonando… “Forse”… Ma non importa. Alcuni anni fa ho assistito pure ad un suo concerto “solo”, e non fu certo una serata memorabile. Voce sempre peggio, ma lo sappiamo, il gigioneggiare per prendere fiato, tante cover inframmezzate ai suoi brani, sopra tutto alla fine, quasi a nascondere affanni e vuoti di memoria. Ma non voleva smettere, Morgan, tanto che lo spettacolo venne interrotto dagli organizzatori stessi, che staccarono la corrente. Lui non si sarebbe fermato, ne sono certo, perché ama la musica a tal punto che non sa cosa sia la stanchezza, e nemmeno la noia (se non lo spleen). Sarebbe andato avanti fino all’alba, ed anche oltre, ci avrebbe stesi tutti, anche quelli che erano lì per il personaggio Morgan, non per il Musicista. O per l’Uomo, che coincide, nel suo caso. Con l’iniziale maiuscola, giusto così. E chissà che Bowie, ascoltando la sua “Always crashing in the same car” riproposta dai BV, un pochino d’invidia la provi, o forse anche orgoglio, perché la loro suona incredibilmente più spontanea, più sentita, più viva. Viva Roxy Music (e portate sempre con voi un disco di Bryan Ferry, così, just in case…”)!

Einaudi – Stile Libero Extra

Pagg. 228

Euro 17,50

http://www.einaudi.it

TagsMorgan
Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.