Opollo: Stone Tapes

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Dietro al progetto Opollo si cela la figura di Jaroslaw Leskiewicz, compositore di musica ambient già noto sotto il monicker di Naked On My Own, valido gruppo sperimentale. Ora è disponibile Stone Tapes, il debutto su supporto fisico di Opollo, pubblicato dalla New Nihilism e distribuito da Alchembria.pl. In realtà il primo lavoro di Opollo era reperibile solo online come parte del Rover Tracks album. La musica proposta da Jaroslaw Leskiewicz è un ambient che fa sua la lezione di Brian Eno. Già la copertina, che ci mostra le foto della NASA raffiguranti luna e i suoi crateri, ci fa intuire quelle che saranno le atmosfere del disco. Lungo le 10 tracce di Stone Tapes possiamo così ascoltare lunghi drones e ambientazioni shoegaze. È un autentico viaggio nello spazio profondo, una colonna sonora ideale per un film di fantascienza come 2001 Odissea nello spazio o Interstellar. Concentrandosi nell’ascolto della musica si ha davvero la sensazione di fluttuare nel cosmo. Non si tratta di un’idea nuova: i Corrieri Cosmici negli anni ’70 e poi il già citato Brian Eno con Apollo e molta ambient successiva (si pensi all’americano Michael Stearns) hanno sfruttato la tematica con grandi risultati artistici. Tuttavia Stone Tapes, lungo l’arco delle sue 10 tracce, si dimostra un prodotto piacevole che di sicuro sarà apprezzato dagli amanti del genere. I riverberi eterei della chitarra di Martin Anderson  in “Rising” e “Starbust” non possono non far venire in mente la musica di Justin K. Broadrick e, in particolare, il suo progetto Jesu. C’è la stessa tendenza all’introspezione, la stessa tensione verso un misticismo trascendentale. Un album dedicato ai viaggiatori cosmici e agli esploratori dello spazio. Stone Tapes è pubblicato in un elegante digipack ed è disponibile in un’edizione limitata di 400 copie. L’artwork della copertina è di Marcin Lojek.

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