The Dead Souls: Chasing the Shadows

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Secondo full-length per The Dead Souls, un duo proveniente da San Juan, Puerto Rico ma, da un po’, di stanza nel Vermont (USA). Kevin Shames ed Etienne Goldberg sono entrambi polistrumentisti di stato d’animo assai tetro che, nonostante la loro origine e formazione, appaiono decisamente legati alla tradizione europea del postpunk; le loro influenze risalgono principalmente ai Joy Division, ai quali si rifanno soprattutto nel tipico uso del basso e nelle atmosfere cupissime. La voce di Goldberg, per altro, ha un certo carisma: ecco che, fra tanti imitatori poco dotati di fantasia che ci sono in giro, The Dead Souls possiamo sostanzialmente salvarli. Chasing the Shadows si apre con “Struggle” che, in effetti, è perfettamente in linea con quanto si è detto: si noti lo stile del basso, che sembra letteralmente ‘preso’ di peso dal repertorio di Hooky, mentre la parte vocale si evidenzia per il timbro ‘gutturale’ che fa lievitare la tensione. Subito dopo, “Madness” si distingue per un notevole riff di chitarra di impronta gothic che, abbinato al canto ‘abrasivo’ di cui si diceva, resta subito impresso; la successiva “Eyes”, uno degli episodi più validi,  indugia su scenari desolati, se non lugubri: la chitarra esala note depresse e i toni ‘bassi’ della voce fanno invidia ai momenti migliori di Eldritch. Ma “In Empty Dreams”  l’andamento accelera e tornano forme molto vicine ai Joy Division in un omaggio al postpunk più classico, mentre in “Chasing Shadows” il basso è davvero straordinario e con l’ausilio di una chitarra dai suoni assai pesanti ed angosciosi e dei toni drammatici e tormentati del canto delinea visioni da inferi. Infine “Over You (I Follow the Dead)” incede con modi solenni e la chitarra qui appare vagamente ipnotica mentre Goldberg dà il meglio del suo stile più duro e minaccioso e la conclusiva “Return” ci regala un minuto e mezzo di musica estremamente sinistra, interrompendosi proprio quando attendiamo ormai l’avvento di un serial killer in assetto da battaglia. I Dead Souls meritano dunque, a mio avviso, la piena sufficienza e lasciano ben sperare per il futuro.

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