Frozen Plasma: Dekadenz

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Attivi dal 2005, i tedeschi Frozen Plasma, alias Felix Marc e Vasi Vallis, si sono procurati, quanto meno in Germania, una certa notorietà sfornando musica synth-pop dalle facili melodie, spesso romantiche, per lo più ballabili, ma generalmente di ascolto gradevole. La scelta stilistica, in linea di massima, ha trovato il plauso del pubblico amante del genere ed il duo si è attestato su tale tendenza dalla quale non si sposta neanche con questo terzo album, Dekadenz, uscito da qualche mese. Vi si trovano ben quattordici tracce, alcune graziose, altre meno, che ora andiamo a vedere. L’opener “Age After Age” è un buon esempio di ciò che intendiamo per elettronica facile e di puro relax: il ritmo è blandamente vivace, la parte vocale – a cura di Felix Marc – accattivante, la melodia riuscita. “Foolish Dreams” appare invece un po’ più impegnativa sul piano della struttura ‘sintetica’ e “Crazy” si candida decisamente come hit da discoteca indurendo appena i toni e strizzando l’occhio all’electro. Sonorità più oscure con “Rain”, a mio avviso uno degli episodi migliori, dominata com’è da passaggi vagamente romantici e dal canto pieno di pathos e poi, dopo l’altra traccia tipicamente ballabile, “Maniac”, e la più anonima “Faith Over Your Fear” abbiamo la cover di un brano di synth-pop degli anni ’80, “Living On Video” dei Trans-X, che suona addirittura migliorata giacchè l’originale era poco più che una canzonetta pop. Nella successiva “Haunting Memories”, prende il microfono Vasi Vallis per interpretare uno dei pezzi più emozionali e lirici del disco e la fase ‘morbida’ persiste, oltre che nel malinconico pianoforte di “Over And Out”, soprattutto in “Saving This Moment”, che inizia come una patetica ballata per introdurre poi linee elettroniche più consistenti; in chiusura, la stessa traccia viene riproposta in versione orchestrale che, però, eccede un po’ con il romanticismo con risultati lievemente zuccherosi. Delle restanti, menziono soltanto “Herz”, uscita anche come singolo, in cui il ritmo torna incalzante e, con l’impetuoso cantato in tedesco, si rivela davvero gradevole. Dekadenz appare così, come si diceva, in linea con le scelte abituali dei Frozen Plasma e, ben lungi dal procurare grandi emozioni, offre comunque qualche momento piacevole.

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