Gianluca Becuzzi plays Limbo: Unholy Rituals Vol. I/II/III

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Sono in uscita molte novità per quanto riguarda i Limbo, lo storico e leggendario gruppo italiano elettronico di electro-industrial di Gianluca Becuzzi e Vincenzo Mustone. Innanzitutto è appena stata pubblicata la riedizione “restaurata e completa” del loro album d’esordio, il capolavoro My Whip, Your Flesh, edita dall’etichetta veneta Oltrelanebbiaeilmare. La ristampa è realizzata da Diego Loporcaro, ex membro dei Limbo, che si e’ occupato del restauro audio e del remastering. Il cd esce in un’edizione limitata di 250 copie ed è disponibile presso Silentes, Audioglobe o richiedendolo al gruppo stesso. Di sicuro un lavoro da non lasciarsi sfuggire per i seguaci dei Limbo e per gli amanti dell’electro-industrial. Inoltre è disponibile da poco anche la riedizione di Unholy Rituals, pubblicato in origine solo in vinile in formato “one of a kind” nel 2010 in una versione ultralimitata e autografata. Si trattava di un vero e proprio oggetto d’arte da me recensito per Ver Sacrum.

Ora la Silentes ne fa uscire una versione in 2 cd. Il primo racchiude appunto le tracce già edite “Unholy Rituals vol. I/II” mentre il secondo contiene materiale inedito di Gianluca Becuzzi (la lunga “Unholy Rituals vol. III”, quasi 50 minuti di durata, che va così a completare il concept del disco) e costituisce il suo nuovo lavoro. Le sonorità di questo brano sono, in ogni caso, sulla stessa falsariga del primo cd e ne mantengono l’estetica oscura e iconoclasta. Possiamo ascoltare un industrial  e un dark-ambient cupissimo ed esoterico, non lontano concettualmente ed esteticamente dai lavori più astratti dei Coil. Ma vengono in mente anche i primi Current 93 o nomi importanti del dark-ambient come Lull e Lustmord. A mano a mano che si prosegue nelle spirali sonore claustrofobiche di questo viaggio si ha come l’impressione di penetrare in gironi infernali. A tratti ho provato le stesse sensazioni di un disco leggendario come Dogs Blood Rising. Il rumore di una porta cigolante chiude l’incubo in maniera sinistra.

L’artista livornese dimostra sempre più di voler sperimentare con la materia sonora come d’altronde è possibile ascoltare in un album come We Can Be Everywhere. Ora non resta che attendere le prossime novità che si annunciano molto interessanti.

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