Blonde Redhead + Melampus + JoyCut + M+A, Arezzo 10/07/2015

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Blonde Redhead ad Arezzo, foto di DJ Lovv

Nuovo tour italiano dei Blonde Redhead, a supporto dell’ultima uscita discografica Barragán e non mi lascio sfuggire l’occasione di rivedere a distanza di pochi mesi la band statunitense, questa volta ad Arezzo in occasione del Mengo Music Fest, giunto alla sua undicesima edizione.

Non conoscevo questo festival e devo dire che si tratta di un evento veramente ben organizzato, che vede coesistere l’area concerti (tutti, tra l’altro, ad ingresso gratuito), un buon numero di stands di vario tipo e punti di ristoro. Impressione davvero positiva ed un plauso agli organizzatori di questa manifestazione, quest’anno di scena dal 8 al 11 Luglio.

Venendo ai concerti di venerdì 10 Luglio, oltre ai Blonde Redhead, ho avuto modo di assistere alle performance di Melampus e Joycut, i primi dediti ad una sorta di indie rock di buona fattura; non male i brani proposti e bella la cover di “Twist in My Sobriety” di Tanita Tikaram.

Con i secondi invece le sonorità sono più elettroniche, i brani strumentali o con un utilizzo comunque limitato della voce; una buona formazione a mio avviso, che ha intrattenuto i presenti con una prova live convincente. Prima di loro si sono esibiti anche Punk Lobotomy, Moondrive e Whao!.

Salgono infine sul palco i Blonde Redhead. Pur avendoli già visti più volte suonare dal vivo, per il sottoscritto è sempre un piacere assistere ai concerti di questa formazione ed anche questa sera il gruppo di Kazu Makino , Amedeo e Simone Pace ci regala un’altra – potrei dire l’ennesima – ottima prova live.

Si parte con l’intro “Barragán”, seguita da “Lady M”, tratte dal nuovo album, non certo tra i migliori dati alle stampe dalla band statunitense – come ho già avuto modo di constatare in sede di recensione – ma che comunque dal vivo, in particolare alcuni brani, risulta più apprezzabile.

Tra le canzoni eseguite nel corso della serata non posso non citare “Doll Is Mine”, tratta da Misery is a Butterfly, con un Amedeo Pace in evidenza a voce a chitarra. Da brividi – e non esagero affatto – anche “Elephant Woman”, sempre dal medesimo album, con una straordinaria Kazu Makino alla voce. Tra i brani tratti da Barragán cito “Mind to Be Had” e “Dripping”, ben eseguite ed applaudite dai presenti ed una bella “Penultimo”, molto più convincente dal vivo che non in studio.

Ci avviciniamo alla fine del concerto con “Dr. Strangeluv” ed un’eccellente “Spring and By Summer Fall”, brano quest’ultimo che dal vivo esercita sempre un fascino particolare, con una carica ed un’energia uniche.

E’ tempo di bis, con “Falling Man”, molto apprezzata dal numeroso pubblico presente, seguita dall’eterea “Defeatist Anthem (Harry and I)” con Kazu Makino incantevole alla voce. Con “Violent Life”, i Blonde Redhead si congedano infine tra l’entusiasmo dei presenti e meritatissimi applausi.

Dulcis in fundo salgono sul palco gli M+A, giovane formazione – in certi frangenti non disprezzabile – che a mio avviso avrebbe dovuto più senso far suonare nella prima parte della serata e non certo alla fine.

Considerazioni personali a parte, bellissima serata, un plauso ai gruppi che si sono esibiti e lunga vita al Mengo Music Fest.

Blonde Redhead ad Arezzo, foto di DJ Lovv

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