Sonne Hagal: Ockerwasser

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I Sonne Hagal sono, assieme ai Forseti e ai Darkwood, uno dei gruppi tedeschi migliori in ambito neo-folk. Il loro nuovo lavoro, intitolato Ockerwasser, è uscito a fine 2014 ma, considerando la qualità del prodotto, non potevamo ignorarlo su Ver Sacrum. Per l’occasione il leader e cantante Oliver si è circondato di musicisti appartenenti alla scena neo-folk come Leithana degli Ordo Equitum Solis, Kim Larsen degli :Of The Wand An The Moon e Ericah Hagle degli Unto Ashes oltre a Bo Rande e Matthias Krause dei Vurgart. Per comprendere appieno la proposta dei Sonne Hagal, occorre interpretare il loro sostrato filosofico, ricco di simbolismi esoterici che affondano le loro radici nel retroterra culturale della mitologia germanica. La parola Hagal significa “grandine” ed è il nome di una delle rune più importanti. D’altronde gli esponenti di questo filone sono storicamente coinvolti in questi argomenti, basta pensare ai Death In June, un gruppo che ha fatto scuola sia a livello musicale sia sul piano culturale. L’album è, nel complesso, di buon livello, forse leggermente compassato in alcuni momenti. Le sonorità sono caratterizzate dall’uso della chitarra acustica accompagnata da un brumoso tappeto di tastiere e da una tromba malinconica (ancora i Death In June!). L’approccio musicale, nella migliore tradizione del neo-folk tedesco, è romantico e mistico. Le tracce migliori sono l’iniziale “The Shapes Of Things To Come”, una ballata eterea e metafisica in puro stile neo-folk, la successiva “Morpheus”, impreziosita dalla tromba e dalla voce di Leithana. In questo brano si può ascoltare la voce di Franco Citti tratta da I racconti di Canterbury di Pasolini. Ottime anche la cupa e esoterica “Black Spring” e la stentorea “Gold”, caratterizzata da un bel giro di basso e da un chitarrina acustica degna della Morte in Giugno che mi ha ricordato l’album capolavoro Rose Clouds Of Holocaust. “Mediocrity In Love Rejectd” rifulge invece di antiche e magiche melodie folk. Si chiude con un’altra classica ballata come “Assassins”. Ockerwasser è consigliatissimo ai seguaci del genere e conferma tutto il valore dei Sonne Hagal. E’ anche la dimostrazione di come il neo-folk – nonstante l’esaurimento della vena creativa dei numi tutelari – continui ad essere vivo e a produrre dischi di qualità. Disponibile su Bandcamp: https://tescogermany.bandcamp.com/album/ockerwasser.

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2 comments

  1. Christian Princeps 1 Luglio, 2015 at 19:16

    A proposito di “esaurimento della vena creativa dei numi tutelari”,nello stesso periodo dell’uscita del terzo disco dei Sonne Hagal(bello,ma il migliore rimane il primo “Helfahrt”),ha visto la luce anche “Once upon a time”dei Sol Invictus,che per la prima volta hanno presentato un disco realmente molto deludente…

  2. Caesar 3 Ottobre, 2019 at 14:26

    Christian Princeps si attualmente il genere neo-folk è portato avanti con grande impegno dal grande Jerome Reuter con Rome. In realtà l’ultimo dei Sol Invictus – “Necropolis” – non è malaccio. Si probabilmente i gruppi tedschi come Sonne HAgal, Orplid e Forseti sono quelli che meglio hanno raccolto l’eredità del genere

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