The Witchfield: Sabbatai Zevi

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La Black Widow, nella migliore tradizione della sua estetica occulta, pubblica il secondo album dei Witchfield, monicker dietro al quale si cela il mitico Thomas Hand Chaste, ex membro dei leggendari Death SS e del Paul Chain Violet Theatre, gruppo immenso che ha prodotto musica oscura che va al di là delle possibili definizioni. L’album è intitolato Sabbatai Zevi, omaggio al mistico ottomano Sabbatai Zevi (1626-1676), fondatore della corrente del “sabbatianismo”. A fianco di Thomas Hand Chaste, qui nel ruolo di polistrumentista, ci sono molti ospiti fra cui spiccano il chitarrista Red Crotalo dei Revenge, autore di lancinanti assoli, il grande tastierista Pietro Pellegrini degli Alphataurus, storico nome del prog italiano dei ’70, Giovanni “John Goldfinch” Cardellino dell’Impero delle Ombre, Tiziana Radis dei Secret Tales e Nicola “Cynar” dei Doomraiser, la cui chitarra contribuisce a scolpire il potente sound heavy-doom. Le atmosfere sono cupe e gotiche e le sonorità riportano direttamente a ritroso nei ‘70. Dopo l’iniziale e breve “Vertigo”, in cui il synth accompagna la voce e le liriche di Scodavolpe, nella successiva “Living On The Trees”, scura come la pece, possiamo ascoltare potenti riff doom di chitarra. La title-track, in cui lo spettro dei Black Sabbath aleggia prepotentemente, è indubbiamente il pezzo forte dell’album. “Continent”, che si avvale della voce di Tiziana Radis, spezza la cappa asfissiante heavy-doom con ambientazioni più sperimentali. Con “I Feel The Pain” ritornano di nuovo le sferragliate cupe delle chitarre mentre “Walk” è più pacata, con Renal ospite alla voce. “Wake Up Your Mind” è un grande brano, sicuramente uno dei momenti più esaltanti del disco. Si tratta di una cover dei Quatermass e vede la presenza di Pietro Pellegrini alle tastiere per quello che è un tuffo nelle sonorità prog dei ’70. Chiudono “Heart Of The Soldier”, introdotta da un sepolcrale e chiesastico organo in stile Antonius Rex, e l’ombrosa e atmosferica “Falling Star” con ancora Tiziana Radis alla voce. “Sabbatai Zevi” è un buon album, caldamente consigliato ai seguaci del doom e agli amanti dell’occulto.

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