Sally Dige: Hard To Please

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Sally Dige, artista di stanza fra Vancouver (Canada) e Berlino, designer e musicista, dopo la militanza nel gruppo sempre canadese Petroleum By-Product, ha iniziato una carriera da solista approdando quest’anno al primo full-length, Hard To Please, con il quale presenta la sua personale interpretazione di uno stile synth-wave-pop leggero e gradevole, non alieno da momenti ‘eterei’ o malinconici, nei quali sfoggia una voce certo non dalle possibilità illimitate ma dai toni alquanto accattivanti. Lo attesta già il primo brano, la title track “Hard To Please”, melodia graziosa e dal ritmo moderatamente sostenuto, che ricorda piacevolmente i Depeche Mode. Subito dopo, “Immaculate Deception” tende a sonorità più ‘facili’ e al pop un po’ più ‘ordinario’, un ascolto certo non nauseante ma comunque di tutto riposo ed il trend resta invariato anche nelle seguenti “So Far Away” e “Doppelgänger”: quest’ultima, nonostante il testo intenda affrontare un tema impegnativo, per la ritmica e lo stile sembra proprio riprodurre una hit da discoteca degli anni ’80. Infine, dopo il ‘remake’ di “Losing You (Album Version)”, brano già apparso, come alcuni altri, in precedenti singoli, troviamo le tracce migliori dell’intero lavoro: “Your Girl”, il cui arrangiamento non banale risulta decisamente gradevole, “A Certain Beauty”, un riuscito omaggio alla new wave tradizionale e la conclusiva “Dance of Delusion”, in cui l’atmosfera diviene assai più cupa – e fredda! – e la parte vocale si fa apprezzare per delicatezza ed eleganza. Hard To Please contiene dunque alcuni spunti positivi che speriamo vivamente vengano positivamente sviluppati in futuro.

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