Sentinel Of Eternity: Sentinel of eternity

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Smessi i panni dell’eroe cimmero, Sebastian Elliott dei Braindance si pone al servizio del compositore francese Stephane Marty, prestandogli la sua vociona sulle tracce (quelle cantate, of course) che compongono l’omonimo esordio del progetto Sentinel of Eternity. Percorriamo lande sonore assai distanti da quelle ove pascola la fantasia sterminata dei nuovayorchési, essendo SoE un act performante una elettro assai spinta nei ritmi, permeata d’una essenza oscura che la possiede fino all’anima, ed ove un ruolo fondamentale lo gioca l’altra voce, quella della graziosa Salandre, pure illustratrice del booklet in pure stile-PDR. In alcuni tratti ispirati dalla freddezza mitteleuropea esibita dagli Ultravox (e dai Visage) più umbratili (“Mandragore”, “Out of the ashes”), gli undici episodi che formano Sentinel of eternity si adattano alle esigenze del dance-floor ed a beneficio di questo paiono plasmati, non rinunziando comunque a parti più ragionate e profonde, concentrate nella parte finale del disco (i viaggi astrali di “The sentinel” e di “Eternity”, gli umori dark sisteriani di “Something in the wind”); fa bella mostra di sé il nostro Elliott, pronto a declamare col suo fare arcigno ed a fornire quelle competenze che si rivelano essenziali per la riuscita piena della partnership. Il primo sigillo non marchiato Braindance è stato posto, per la Progressive Darkwave Rec. è tempo di ampliare ulteriormente il proprio catalogo. (PS: la data indicata sulla confezione riporta l’anno 2013, ma solo in questi mesi l’opera mi è giunta).

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