Autobahn: Dissemble

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Gli Autobahn, recente band di Leeds che, al suo attivo, aveva soltanto due EP, Autobahn 1 e Autobahn 2 del 2013 e del 2014, propone quest’anno Dissemble, il primo full-length e l’uscita appare molto interessante. Che la loro musica appaia legata al post-punk è un dato che non deve far pensare che manchi di carattere o di segni distintivi: la presenza dei Joy Division aleggia oscura alle spalle, a definire uno scenario cupo, a volte disperato, e a denunciare la provenienza dal punk che era connaturata, in origine, all’identità del POST-Punk. Craig Johnson, Gavin Cobb, Michael Pedel, Daniel Sleight e Liam Hilton non si servono di alcun artificio, non suonano pigiando bottoni e la musica che creano è il loro spontaneo modo di esprimersi, che prevede, fra le varie cose, due chitarre ed un basso molto incisivo. L’album inizia con un’esplosione di rabbia in stile punk cattivo: “Missing In Action” contiene tutte le caratteristiche dell’aggressività, sottolineate anche da una parte ritmica da paura. “Immaterial Man”, uscita anche come singolo, sebbene non presenti un’atmosfera rasserenata, opta per formule più vicine al post-punk  dei Joy Division, come per altro attestato dal basso che ‘tartassa’ per l’intera durata del brano; lo stesso può dirsi di “Impressionist” che però fa riaffiorare la tendenza ‘punkeggiante’, mentre “Beautiful Place to Die”, nel rallentare un po’ i ritmi forsennati, si colora di oscurità e di intimi tormenti. Poi, dopo le distorsioni ed i giochi di voce della title track che, abbinati all’andamento ‘ansiogeno’, delineano un clima estremamente opprimente, parte l’irruenza e l’energia di “Society”, che sembra collegarsi idealmente ai Red Lorry Yellow Lorry, cupa come loro ma assai più ‘incazzata’. Proseguendo quindi oltre la nera frenesia punk di “Ostentation” e le spietate sonorità dissonanti di “Passion”, troviamo il puro concentrato post-punk di “Suicide Saturday”, che affascina già in apertura con i bellissimi momenti al synth, e la conclusione altrettanto post-punk di “Deprivation” come omaggio estremo al genere che, palesemente, ha segnato gli Autobahn quanto i loro ascoltatori,  e qui Craig Johnson fa di tutto per ricordarci Ian Curtis: per questo e per la freschezza di Dissemble possiamo anche essergli grati.

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