Black Egg: Melencolia

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Black Egg è un progetto di Ushersan aka Michel Lecamp, personaggio attivissimo nella scena francese e non solo, tanto che si ritrova anche in altri contesti come fondatore o come semplice presenza – si pensi a Die Puppe, Norma Loy e via dicendo; in più è noto come produttore musicale. Melencolia è il nuovo album, uscito un paio di anni dopo il debutto, Legacy From A Cold World. Il programma di Black Egg, come recita il suo ‘manifesto’, sembrerebbe piuttosto ambizioso: “Nous croyons en la pureté brutale, en une poésie mutilée, en une musique révélée, en un monde sonique où la paresse n’a pas sa place. Nous voulons une musique, une esthétique qui change la vie, un art de vivre et de mourir.” Si tratta comunque di musica elettronica minimal wave, dalle tinte molto dark, sonorità fredde e niente affatto facili, tanto che occorre qualche ascolto attento prima di entrarci dentro. Ma poi, in effetti, si rimane conquistati. Apre “In The Black Sun” con suoni freddi ed ‘artificiali’, dall’‘ossatura’ minimale: le voci ‘distanti’ sembrano alludere a scenari remoti ed irreali; subito dopo, “Leaving” introduce un asciutto e vivace ritmo su una semplice base ‘sintetica’, ma la melodia è davvero riuscita. Uno degli episodi migliori è la successiva “Sterilize”, in cui le forme restano minimali come al solito ed i toni sono lividi ed intimisti mentre, di seguito, “Neon Men” resta nell’ambito della tradizione wave, quella nata sulla scia dei Kraftwerk, per intenderci. L’atmosfera si ‘alleggerisce’ suggerendo visioni più carezzevoli in “King”, con la bella voce di Corina Nenuphar di Ghost Actor; “Egg Mantra”, invece, è caratterizzata da un andamento influenzato da ritmi etnici/tribali abbinato ad un cupo tappeto sintetico. Infine la bellissima “Krieg”, dove il mood diviene inaspettatamente aggressivo cedendo a reminiscenze industrial di grande efficacia, una tendenza che prosegue nella seguente “Nation” e poi, dopo, la lenta e languida “Naked Angel”, l’album si conclude con la suggestiva cover del brano di Nico “Le Petit Chevalier”, presente su Desertshore, interpretata con disinvoltura dalla figlia di Ushersan: un’ulteriore dimostrazione della ricchezza di sfaccettature di Melencolia.

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