Lachrymose: Carpe Noctum

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Svelato l’arcano Rotting Flesh: quello che credevo un super-gruppo composto da membri di Rotting Christ e Septic Flesh, in realtà è un combo autonomo. Dai RF provengono il mastermind del progetto-Lachrymose Blackmass (voci gutturali e chitarre) ed il batterista Marcel, la formazione è completata dal bassista Kerk e dalla cantante Hel, dotata di un bel timbro e di una espressività operistica. Gli ellenici frequentano con giudizio e buoni risultati la palestra del dark/doom metal, traendo spunto da quanto proposto in passato da Candlemass ed affini (l’epicità è un tratto distintivo al quale gli insiemi greci non rinunziano mai, nemmeno nelle espressioni più estreme), tant’è che nel brano “In a reverie” fa la decisiva comparsa Thomas Vikstroem, il titolare delle vocals sul sottovalutato “Chapter VI”, ed ora militante nei Therion. Ma Carpe Noctum contiene altre nere pietre di metallo darkeggiante, come la sulfurea title-track, “Face of horror”, “False God” e “Black legend”, poker di motivi che non sfigurano al cospetto delle proposte di acts ben più blasonati dei macedoni (fanno base a Salonicco, il capoluogo di quell’antica regione). Al netto di qualche ingenuità, ma trattasi di un debutto, non dimentichiamolo, la prova dei nostri si attesta sulla piena sufficienza, alla quale contribuiscono alcuni labili riferimenti al passato di Blackmass (i Rotting Flesh operavano un intrigante black/death sperimentale ed avanguardistico).

Per informazioni: http://www.purerock-records.com
Web: http://www.lachrymose.org
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