RosaRubea: Chrysalide

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RosaRubea è l’ambizioso progetto musicale nato nel 2010 dalla volontà di Daniela Bedeski – nota per essere la voce dei grandi Camerata Mediolanense – e Pino Carafa. Gli orizzonti sono ampi e non contemplano solo la musica ma anche la poesia e le arti visive. Vi è poi il sostrato esoterico rinvenibile proprio dal nome RosaRubea che simboleggia la Rubedo alchemica, l’ultima fase per il compimento dell’Opus Magnum. Attualmente l’organico è composto, oltre che da Daniela Bedeski, da Marco Bosio al piano, da Ermanno Fabbri alla chitarra, da Michele Fiore alla batteria e da Yan Turrini all’elettronica. Ora esce, per la meritoria Old Europa Café, il nuovo album intitolato Chrysalide, una sorta di concept che descrive la metamorfosi dopo una lunga incubazione dove la morte è seguita da una nuova rinascita. Tutte le tracce del cd rappresentano i capitoli di questa trasmutazione e sono un vero e proprio rituale alchemico. Le sonorità  sono neoclassiche e caratterizzate dal piano, dal cello e dalla chitarra acustica a cui si aggiungono le manipolazioni elettroniche. Su tutto svetta la bellissima voce di Daniela Bedeski. Dopo un inizio cupo e mistico – “Om: The Beginning” – è la volta della successiva “Vaga Stella” in cui emergono suoni acustici, vocalità e atmosfere molto vicine a certe cose degli Ataraxia. “Hekla” è travolgente e sinfonica nel suo incedere sinuoso con il piano e la voce della Bedeski ben in evidenza.  In “Window Pain”, psichedelica e avvolgente, emerge l’ottimo lavoro alla chitarra di Ermanno Fabbri. “A Blue Bird In A Scarlet Sprin (aql Version)”, ha delle soluzioni ritmiche elettroniche che non mi hanno convinto e che stonano un po’ con l’insieme. E’ poi la volta della title-track, che inizia in maniera molto gotica con pianti di bambini e arpeggi acustici per poi dare ancora spazio alla voce. “Flood” ha ancora accenti psichedelici mentre “O Deathe, Rock Me Asleepe” ricorda molto i Dead Can Dance. In “Orpheus” ritornano le sonorità electro-dark che, a mio avviso, sono un po’ fuori contesto. Si chiude in bellezza con “Konig”, che risplende dei suoni psichedelici orientaleggianti della chitarra elettrica e con la ripresa di “Hekla”. Chrysalide è, nel complesso, un lavoro di ampio respiro, ben assemblato e eclettico che si avvale anche di un’ottima qualità della registrazione. Le piccole cadute di tono non inficiano sicuramente il valore di quest’opera. Il cd esce in una sontuosa veste grafica con copertina apribile e un booklet di 20 pagine. L’album è disponibile presso il sito della Old Europa Café (http://www.oldeuropacafe.com/).

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