New Order: Music Complete

0
Condividi:
Basta l’inizio di quel capolavoro che è “Singularity”, traccia numero due di Music Complete, per capire che questa volta ci siamo: echi di Joy Division lasciano spazio ad un beat elettro tipico dei New Order. Come a ribadire un solo, unico e semplice concetto: siamo stati i Joy Division, siamo stati i New Order, siamo e saremo sempre, comunque, i New Order.
Manca Peter Hook, ma è tornata Gillian Gilbert, e si sente, molto bene. E poi ci sono i collaudatissimi Cunnigham e Chapman -quest’ultimo a portarsi sulle spalle la pesante eredità di Hooky- che già si erano fatti apprezzare nei live post separazione, oltre che nel side project Bad Lieutenant.
Che i New Order fossero in una forma smagliante lo si era visto molto bene all’Heineken Jammin’ Festival nel 2012. Suonarono prima dei Cure e fu un concerto memorabile. Talmente tanto da farci sperare in un nuovo disco. Poi la firma per la storica Mute a dare conferma che qualcosa sarebbe accaduto. A dieci anni di distanza da Waithin For The Siren’s Call, ecco finalmente sugli scaffali Music Complete: undici canzoni della durata non inferiore ai cinque minuti per pezzo, pronte a deliziare i fan di lunga data, ma non solo.
Il disco infatti è una sorta di scrigno prezioso che suona attualissimo ma allo stesso tempo racchiude tutto quelle caratteristiche che hanno reso insuperabili i Nostri negli anni ’80, quando hanno deliziato con le loro canzoni miste tra venatura dark e synth-pop intere generazioni di New Waver.
Due brani sono prodotti da Tom Rowlands dei Chemical Brothers: la già citata “Singularity” e l’energica “Unlearn This Hatred”.
Due sono anche le preziose collaborazioni che risultano essere molto di più di una piacevole sorpresa: Iggy Pop presta la sua voce tenebrosa recitando nell’affascinante “Stray Dog”; Brandon Flowers dei Killers colora la magnifica e conclusiva “Superheated”.
Se la bella “Restless” posta in apertura sembra la nipote di “Regret” da Republic, o l’incantevole “Academic” ci ricorda quanto sia abile Sumner a creare melodie accattivanti che si infilano nella testa dell’ascoltatore per rimanerci in eterno, ci sono canzoni che stupiscono per la loro freschezza come “Nothing But a Fool”, destinata ad essere un classico, la dance acida di “Plastic” o il funky di “People On The High Line” che si fa apprezzare per le tastiere house. Entrambe le canzoni vedono  la partecipazione della cantante Elly Jackson dei La Roux.
Menzione particolare va a “Tutti Frutti” -sempre con la Jackson- canzone che spaventa nel titolo, terrorizza per l’improbabile parlato Italiano posto all’inizio e alla fine del brano, ma che risulta nel complesso così accattivante da perdonarle queste due piccoli e divertenti aspetti kitsch.
Un disco che per la perfezione delle sue composizioni può essere indubbiamente valutato come il migliore dai tempi dello splendido Technique. Ogni ascoltatore avrà una sua canzone preferita, perché risulta difficile individuare quale sia la migliore. L’unica cosa certa è che questo sia un nuovo inizio per i New Order, lontano dal revival che Hook si ostina a portare in scena con i suoi The Light.
Music Complete si candida ad essere la più bella uscita del 2015, senza se e senza ma.
Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.