Slow Riot: Cathedral EP

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Secondo singolo, con quattro pezzi per questo trio irlandese acclamato dalla stampa specializzata anglofona. “Demons” è un brano dalle mille sfaccettature: il basso e la melodia sono new wave, le chitarre arpeggiate e riverberate rimandano allo shoegaze e la voce venata di malinconia fa pensare alle band che vengono considerate eredi mainstream dei Joy Division come Interpol o Imagine Dragons. “City of culture”, è molto più veloce, sembra quasi a rifarsi al basso sincopato dei Killing Joke, ma dove la rabbia si stempera in sonorità che oscillano tra rock e metal. “Adele” si potrebbe forse descrivere come ballad postrock; alcuni giri sono infatti tipici di questa approccio intimista ma il ritmo di fondo è più veloce e le chitarre sulla scia del Manchester sound. “Coopers’ Dream”, a mio avviso il pezzo migliore di questo lavoro: ha una base ritmica tipicamente post punk, impreziosita ancora una volta dalla chitarra che alterna supporto ritmico ed arpeggi; la voce è di nuovo venata di tristezza e l’impatto emotivo di questo pezzo è davvero notevole. Forse per dare un giudizio migliore su questa band bisognerebbe ascoltarla in un intero album; in questo EP sento come due anime: una con il potenziale per diventare una grande band del rock di ispirazione Joy Divisioniana: “Demons” e “Cooper Dream” sono due grandissimi pezzi, pieni di atmosfera e pathos, ma “City of culture” e “Adele” fanno pensare ad un tentativo di ammiccare ad un pubblico più vasto, ad un successo più facile. Occorrerà ascoltare i prossimi lavori per sapere che strada hanno deciso di prendere.

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