Non sapevo pressocchè nulla del progetto SsiCk, fondato dal produttore musicale siciliano Angelo Russo, quando mi è capitata l’opportunità di ascoltare l’album appena uscito Shift:TheRemixes. Trattandosi, come evidente dal titolo, di versioni di brani precedenti – realizzate a cura di band e produttori italiani – mi sono poi sentita indotta a ‘recuperare’ anche gli originali: l’idea musicale alla base del progetto mi è comunque parsa non tanto legata alla tradizione italiana quanto all’elettronica intesa in modo ampio. Una sensibilità che attinge sia dalle origini – Kraftwerk –  che dallo stile new wave, senza trascurare le evoluzioni electro e, all’occasione, anche techno: ciò che ne viene fuori è il frutto di una competenza innegabile e della dimestichezza assoluta con la materia, derivata dalla lunga familiarità con l’attività di produttore e si tratta di un risultato molto interessante. Dei brani qui presenti, nove sono remix delle cinque tracce dell’EP Shift del 2013, cui l’autore ha voluto rimetter mano come a chiudere, per così dire, un ciclo della propria storia: da notizie lette su Internet si è appreso infatti che Russo ha iniziato a Londra una nuova avventura che, si spera, non lo indurrà a spezzare i legami con la sua forse un po’ ingrata patria. Soltanto l’opener, “Ready To Go” è inedita: ‘rumorismi’ variegati dal sapore industrial, tonalità molto grintose su una struttura costante introducono ad un’intrigante scenario. Subito dopo troviamo il primo remix, quello del brano “Love Is Not a Sin” realizzato da A Modern Way To Die, gruppo catanese che ‘inonda’ il paesaggio di chitarra, conferendogli una coloritura vagamente psichedelica; lo stesso, remixato da Stagioni Sintetiche poco più in là, risulta praticamente irriconoscibile, trasformato in un delizioso motivetto elettronico ritmato in stile ‘Giamaica’ e abbastanza indefinibile nel genere. Uno dei miei remix preferiti è sicuramente quello effettuato da Clones Theory per la traccia “The End Is The Same”, in cui il brano viene reinterpretato in un clima cupamente dark con synth analogico, inserendovi suoni quasi eterei; meno riuscita, a mio avviso, la rielaborazione dello stesso pezzo da parte di After Electronic War, che pare piuttosto appesantire il contesto rendendolo un po’ farraginoso. “Everytime I Fall” viene proposta prima remixata da Loozoo in modalità techno, ma è la versione a cura di Grimmates – un altro dei progetti di Russo – la più interessante, ricca com’è di echi misteriosi ed oscuri; va detto comunque che il pezzo è  bellissimo anche in originale, sull’EP del 2013. “Change” viene quindi ripresentata in due remix, il primo di “My Terminal And The Trip”, progetto di Carlo Baldini, che interviene sull’avvolgente spirito wave che animava il brano trasformandolo in una ‘marcetta’ pop;  la trasformazione diviene stravolgimento nel remix di Jack Jumper in cui il nostro produttore e la band ne hanno fatto – riuscendoci! – terreno per sperimentare, ‘sfornando’ un finale talmente veloce e pieno di suoni da lasciare sorpresi. Infine, Artcore Machine, duo industrial veneto, ha fatto su “Inside Her” un piccolo splendido lavoro, ravvivandola in tutti i sensi, sostanzialmente rivisitandola in chiave ‘cyborg’. Il disco di Ssick, oltre ad essere un ascolto molto piacevole, ha il merito di attirare l’attenzione su una realtà musicale italiana così vasta da sfuggire al controllo e troppo interessante perché si possa ignorarla. Che l’amico Angelo Russo si sia unito alla schiera dei ‘cervelli in fuga’ beh…non può che intristirci.