IAMX: Metanoia

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Sesto album per IAMX, il progetto di Chris Corner divenuto uno dei principali ‘portavoce’ dello stile ‘elettrodark’ ed affini. Se fino ad oggi non è mai stato semplice applicare alla musica di IAMX delle etichette precise, giacché la sua produzione è sempre stata ricca e diversificata e guidata da filoni vari di ispirazione, l’osservazione è tanto più valida per quanto riguarda Metanoia. In effetti, non tutti i dischi della carriera ormai più che decennale di IAMX hanno goduto della stessa accoglienza, ma sicuramente ognuno di loro ha suscitato curiosità ed interesse, tanto più che Corner è sempre apparso ‘ammantato’ da una certa ‘aura’ carismatica in genere molto apprezzata. Questo Metanoia si presenta subito come un lavoro impegnativo e da ascoltare per intero, perché le tracce sono estremamente personali ed evidentemente legate da un filo. Già la scelta del titolo denota un atteggiamento ‘colto’ che un po’ caratterizza anche il contenuto: ‘metanoia’ infatti deriva dal greco ‘μετάνοια’ e, fra i vari significati, ha quello di ‘profondo cambiamento’ mediante scelte spirituali. E’ chiaro che questo mutamento va captato anche fra le note. Apre “No Maker Made Me”, una congerie di suoni electro tesi e compatti, l’alternanza efficace di voce maschile e femminile – per la cronaca: la brava Janine Gezang – a sorreggere un testo su di un tema importante, la religione. Subito dopo, “Happiness”, il primo singolo tratto dall’album, una delle tracce più orecchiabili ma anche densa di pathos grazie al canto molto intenso di Corner la cui voce, devo ammettere, ho decisamente rivalutato; di “Happiness” è stato girato un video ufficiale davvero bello che sembra voler manifestare l’anelito alla felicità che il pezzo vuole esprimere. “North Star” è il classico brano dark electro come tanti altri che il nostro ha composto con il suo consueto stile ‘sovraccarico’, mentre la successiva “Say Hello Melancholia” risulta assai seducente con le sue derive gotico-decadenti e la straordinaria prestazione vocale di Corner, evidentemente in stato di grazia. Poi, dopo la fastosa “The Background Noise”, l’unica, forse che fra cori, controcanti e altri ‘infiorettamenti’ suona un filo pomposa, uno degli episodi più belli e suggestivi, “Insomnia”, una tristissima ballata cui Corner rende veramente onore con la sua voce duttile e piena di sfumature – il falsetto che qui sfoggia è impeccabile! – ed il cui arrangiamento appare ricco per quanto non ‘barocco’. Gradevole “Look Outside”, dedicata a Los Angeles, la città in cui Corner si è recentemente stabilito, e dopo “Oh Cruel Darkness Embrace Me”, secondo singolo dalla classica atmosfera da ‘club’, la bella  “Aphrodisiac”, sexy e decadente fino al batticuore grazie anche al ritmo sostenuto. Infine,  chiusa strepitosa con la notevole “Surrender” prima e la straordinaria “Wildest Wind” poi, che ammetto di aver ascoltato decine di volte già solo per ritrovare lo straordinario pianoforte: si tratta di un brano di estrema malinconia, letteralmente intriso di emozione, che farà di certo riconciliare con IAMX anche i più scettici e nostalgici.

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