Minuit Machine: Violent Rains

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Hélène de Thoury – e Amandine Stioui, dopo circa un anno dall’uscita del bel Live & Destroy hanno rilasciato recentemente il loro nuovo lavoro, Violent Rains. La formula musicale cold/darkwave dei dieci brani del disco è la prosecuzione naturale di quella che già ci aveva ben impressionato l’anno scorso: tutti presentano un’impostazione melodica impeccabile, il suono è accattivante, forse un pelo meno minimale e più arioso, forse anche un po’ meno ‘cold’ ma comunque l’ascolto è decisamente gradevole. L’opener “June 7” è già una piccola perla fin dalle fredde note iniziali e prosegue poi con il suo secco e nervoso ritmo e la voce di Amandine, aggraziata ma dal pathos inquieto.  Quindi “Battles” attesta chiaramente l’evoluzione in senso più melodico e, come si diceva, meno ‘cold’, evidente anche dal canto che acquista enfasi e partecipazione e “Everlasting”  evidenzia suoni pieni e complessi abbinati ad una parte vocale emozionante. Inimatabile la cupa suggestione dell’esordio di “Black is My Anger”, percorsa dall’inizio alla fine da una tensione ipnotica sorretta dalla ritmica appena più vivace mentre in “Relapse” il clima si fa davvero dark ed il canto non manca di passaggi struggenti; “Inner Self” è uno dei pezzi più orecchiabili e convenzionali, come più o meno le successive, fondamentalmente orientate al synth-pop, ma un brano come “Honey”, oltre ad essere ‘dancy’ è anche molto piacevole da ascoltare. L’album si conclude con un remix della bella “She Devil”, traccia presente nel disco del 2013 Blue Moon, che suona più ricca ed energica. Violent Rains non delude, dunque, quanti hanno seguito il duo francese fino ad oggi e ne conferma le capacità  e potenzialità.

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