Victories at Sea: Everything Forever

0
Condividi:

Il trio britannico Victories at Sea ha fatto uscire recentemente il debut album. La band di Birmingham, creatrice di sonorità di impostazione elettronica imparentate con il postpunk anni ‘80 ed intrise di malinconia, è in attività già da qualche anno e ha destato un certo interesse con l’EP del 2013 In Memory Of, oltre che con l’intenso impegno dal vivo. Oggi, le dieci tracce di Everything Forever rappresentano il risultato forse un po’ prevedibile di tre ragazzi cresciuti a latte e new wave, amanti sia degli scenari di ampio respiro del post-rock che dell’elettronica danceable, ma anche desiderosi di un’affermazione che forse non sarà semplice raggiungere: se l’obiettivo era l’originalità, diciamo che esso è stato raggiunto in parte, quanto meno in termini di riconoscibilità. Apre “Bloom” con suoni ‘garbati’ di ispirazione ’80, sulla falsariga dello stile che qualche anno fa è stato riportato in auge dai White Lies. Poi, “Florentine” è un grazioso pezzo synth-pop che si distingue per un bizzarro falsetto niente affatto mal riuscito e se la terza, “Up”, è il classico brano easy ma non sgradevole, dal ritmo vivace ed una rilevante presenza ‘sintetica’ temperata dall’energia della chitarra, ma inevitabilmente sa di già sentito, la seguente “On Your Own” appare in linea con la formula vista nella prima traccia, solo arricchita qua e là di sonorità elettroniche di maggiore ampiezza. Subito dopo, “DMC” dimostra che i ragazzi sanno muoversi anche fuori dagli schemi orecchiabili e pop: base di synth ‘ariosa’ molto efficace, basso cupo e chitarra wave riportano a belle atmosfere ‘vintage’, e “Poles Apart” opta per suoni leggeri ed accattivanti non necessariamente commerciali. Delle rimanenti, segnalo “Future Gold”, bell’esempio di synth pop dall’arrangiamento curato ed una composita parte vocale e la conclusiva “Sirens”, in assoluto l’episodio più valido e ricco musicalmente, influenzato com’è da un post-rock sognante delineato da una luminoso scenario elettronico e dal canto remoto ed evocativo: un filone, questo, che, visto il buon risultato, alla band converrebbe approfondire.

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.