Born For Bliss: Falling Back To Never

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Band formatasi negli anni ’90 ed attiva a fasi alterne, i Born For Bliss, terzetto costituito da Frank Weyzig, Remco Helbers e Willem van Antwerpen, hanno fatto da poco uscire il nuovo Falling Back To Never. In particolare il producer e composer olandese Frank Weyzig dovrebbe essere ricordato da qualcuno per la sua collaborazione con il primo periodo dei Clan of Xymox (4AD): il suo contributo alla chitarra ed alle tastiere nel loro debut album nel 1985 non può essere certo ignorato! Nel corso del tempo, egli ha fatto parte di numerosi progetti, fra i quali questo di cui parliamo è uno dei più interessanti. Falling Back To Never è il terzo lavoro, uscito dopo qualche peripezia ma è valsa la pena aspettarlo: si tratta infatti di un disco originale e assolutamente pieno di fascino. Inquietante nelle atmosfere, enigmatico per molti aspetti e vario nell’ispirazione, soprattutto splendidamente prodotto: questo album si riconosce come frutto di un impegno competente e di prim’ordine e trabocca di stimoli rilevanti. Apre una delle tracce più particolari: “Innocent” è un episodio di rock oscuro colorato di ‘gothic’, dal ritmo sostenuto e caratterizzato da un sorprendente coro ripetitivo che produce un curioso effetto ipnotico. Completamente diversa la seguente, bellissima “This Narrow Place”, in cui la straordinaria voce di Weyzig, una via di mezzo tra Peter Murphy e Glenn Danzig, dilaga letteralmente con il pathos e la malinconia che sono un po’ la costante di tutti i brani del disco; l’altra costante è la pregevole chitarra, qui dolorosa e tormentata, altrove morbida di cupi arpeggi, ma efficace in ogni contesto. “Underground”, subito dopo, è uno dei pezzi ‘danceable’ del lotto, forse l’unico, in verità: un omaggio gradevole agli anni ’80 che il nostro Weyzig ha certo vissuto intensamente. Poi, dopo la densa e accorata “Greed”, la strepitosa “Falling Back”, un capolavoro di ‘spleen’ e chitarra acustica – e le tastiere sono un mirabile quanto arcano tessuto – mentre il canto è quasi ‘magia’: il legame con i migliori Clan of Xymox è qui un filo impalpabile ma presente. “Hours” è una ballata a tinte folk struggente e tristissima, che sembra accumulare pathos nel corso dei minuti per portarlo all’acme finale, ma anche “Better Than Me” ha una tensione emotiva fortissima che emana da chitarra e tastiera, oltre che dalla splendida parte vocale che, qui, include anche il contributo femminile di Lori Sloan; “Wrong”, poi, non può semplicemente essere descritta: basso, chitarra, canto, tutto concorre a creare un clima di malinconia intensa e toccante. Riguardo le ultime battute, scenario decisamente dark in “Walk On By”, ulteriore ‘cedimento al ‘gothic rock’ in “Four Horsemen” e mesta poesia in “Thorns”, ma il finale di “Anxiety” è straordinario”: nove minuti in cui tutti i punti di forza della musica dei Born For Bliss sono presenti alla grande, con chitarra e tastiere che catturano completamente e vi si riconoscono bellissime note di violino, per un ulteriore, magico tocco. Classe indescrivibile!

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