Der Blutharsch And The Infinite Church Of The Leading Hand: Joyride

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Esce Joyride, nuovo disco dei Der Blutharsch And The Infinite Church Of The Leading Hand. Rispetto ai vecchi Butharsch la musica è molto cambiata: l’amore per la psichedelia ha preso il sopravvento anche se, in realtà, ha covato sempre sotto la cenere. È sufficiente guardare l’estetica delle nuove copertine per rendersi conto di quanto sia cambiato il suo immaginario. Sulla cover di Joyride troviamo raffigurati funghi magici e strane creature a far da contorno a un’iconografia dichiaratamente “vintage”. Musicalmente il disco non si discosta molto da quanto abbiamo ascoltato in Cosmic Trigger o in The End Of The Beginning. Troviamo così le consuete ambientazioni lisergiche non molto lontane dai trip space-rock degli Hawkwind. Albin Julius è, nell’occassione, sempre affiancato dal fidato e bravo Jorge B. e da Martynna.

Dopo la lenta traccia iniziale “Drive Me Far”, nella seguente e graffiante “Sea Of Love” abbiamo un modello esemplificativo del nuovo sound dei Blutharsch: un bel basso pulsante, chitarre effettate e psichedeliche e percussioni su cui svetta la voce suadente di Marthynna. Sembra davvero di fare un viaggio nel tempo a ritroso nei tardi ’60 e questo mi fa venire in mente un’analogia con il movimento del revival psichedelico degli ’80. Una dimostrazione di come le tendenze musicali vivano di corsi e ricorsi storici! Forse l’unico legame con il passato persiste in una certa tendenza alle ambientazioni oscure come in “Falling Out Of Time”. Bella ed epica “Cold Freedom” dove si possono sentire anche gli archi dell’ospite Matt Howden: una traccia in cui ho sentito anche degli echi dei primi Amon Düül II! “Mighty Might” ricorda un po’ le vecchie cose con il suo impeto ritmico e gli slanci sinfonici del violino. “Resume” è invece liquida e astratta mentre “Innocent” riesce ad essere davvero cupa con delle chitarre nere come la pece in evidenza. Con “Reach The Stars” le atmosfere tornano ad essere più solari e ’60: in certi momenti mi sembra di ascoltare i Seeds! “Not Quite Evil” continua a graffiare con una chitarra acidissima. “Immolate My Dreams” chiude il disco in maniera cupa e prossima a certe atmosfere post-punk.

Joyride è, in definitiva, un’alto tassello del nuovo corso dei Blutharsch. Le note di copertina dicono di ascoltare il disco “When Chemically Unbalanced!”. A giudicare dall’entusiasmo con cui Albin Julius persiste nell’andare avanti il pubblico sembra che lo abbia seguito e, anche se inevitabilmente qualcuno dei suoi vecchi fans si è defilato, di sicuro ne ha acquistati di nuovi. Disponibile su Bandcamp: https://derblutharsch.bandcamp.com/album/joyride.

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