Crimson Chrysalis: Enraptured

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Si cimentano con il musical, i sudafricani Crimson Chrysalis, ed il risultato finale è ampiamente positivo, essendo essi dei validi compositori ed esecutori, e perchè non ha più senso insistere sulle coordinate stra-abusate del female-gothic-metal, rassicuranti certamente, ma che in quanto a stimoli e creatività nulla hanno più da proporre. Ad un primo ascolto, Enraptured rimanda alla discografia dei nostri Belladonna, alla luce di quanto proposto da René van den Berg e colleghi il complesso al quale possono essere accostati per il ricorso a quelle atmosfere noir che costituiscono il marchio di fabbrica di Luana Caraffa e di Dani Macchi, e l’intrigante “Surrender” lo conferma con decisione, ve l’aspettereste un brano adattissimo ad essere eseguito in qualche fumosa sala da ballo parigina, perfettamente incastrato in un’opera che si rivolge a ben altre platee? Non una novità, già “Crimson passion play”, da noi già recensito due anni or sono, si segnalava per contenuti assai più vari di quanto il goth-metal è solito proporre. Lo stuolo di collaboratori (si ricorre pure ad una sezione di percussionisti locali) rende Enraptured ancora più accattivante: “Elegy” sconfina nel pop orchestrale prendendosi tutti i rischi del caso (il cantato in spagnolo rimanda a Madonna che interpreta “Don’t cry for me Argentina”, ma credetemi, René possiede una tecnica ed una profondità espressive tali da cancellare letteralmente la Ciccone, eppoi lo sviluppo della composizione la pone su d’un livello al quale pochi possono ambire), mentre “Sacred vow” ci accompagna ad una lunga riflessione sulla caducità della vita. Un lavoro incentrato sulla voce di René, interprete finissima e carismatica, doti che tante colleghe acquisterebbero a peso d’oro, se solo si trovassero sul banco del mercato, ma che evidenzia l’apporto di una squadra coesa, e non potrebbe essere altrimenti. La presenza di episodi più movimentati e più inclini al pomp (“Burning fire with fire”,”Fear”) dona al disco quella dinamicità che evita scivolate nel pop di maniera, in “Raven” si citano i maestri del genere (Nightwish, After Forever) con la spavalderia di chi è conscio dei propri mezzi e sa che può giocarsela alla pari. Chiude Enraptured una riuscita e personale versione dell’hit hair metal “Poison” che rilanciò la carriera (e garantì un cospicuo incremento delle entrate) di Alice Cooper (eccellente la porzione centrale, mandiamola in classifica!). Confermo l’ottimo giudizio espresso in merito a “Crimson passion cry”, invitandovi a fare vostro questo disco che, davvero, può rappresentare la tanto attesa svolta in ambito symphonic-metal. E se “Grace” vi apparirà troppo leggera, ascoltatela con attenzione, apprezzerete così i suoi sontuosi arrangiamenti eppoi non potrete più ignorare i Crimson Chrysalis!

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