The Underground Youth: Haunted

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Progetto fondato a Manchester nel 2008 dal polistrumentista Craig Dyer, The Underground Youth, che conta oggi quattro membri, ha fatto uscire nel 2015 il buon album Haunted. La musica di The Underground Youth trae ‘nutrimento’ dagli anni ’80 ma non solo: vi si riconoscono anche derive psichedeliche ed una solida impronta shoegaze, ferme restando le ‘bigie’ atmosfere inglesi che trasudano solitudine ed angoscia esistenziale. Nove pezzi densi e coinvolgenti che si ascoltano magari senza sorpresa ma con piacere e partecipazione genuini. Apre “Collapsing Into Night”, intenso brano ad alto ‘tasso’ di malinconia, che, nel testo, contiene un riferimento al film di Jarmusch Solo gli amanti sopravvivono: chitarra e parte elettronica tratteggiano uno scenario ombroso ove emerge la cupa voce di Craig Dyer; più melodica la seguente title track, dal mood decisamente intimista, mentre in “Dreaming With Maya Deren” l’atmosfera fredda è abbinata ad un vago colore shoegaze e al canto dai toni più bassi che, del resto, si ritrova anche in “Self Inflicted”, dove la componente shoegaze è ben più che vaga. Poi, dopo i suoni occasionalmente più aggressivi e le ritmiche  vigorose di “Drown In Me”, grandi il basso e la chitarra di “The Girl Behind” dove alla parte vocale contribuisce anche Daria Xenofontova ed il sinistro gioco di voci sullo sfondo apre visioni alquanto funeste. Questa vena estremamente lugubre ed opprimente continua in “Slave” e nella successiva “Deep Inside Of Me”, in cui lo stato d’animo desolato è scandito dal basso post-punk più ‘luttuoso’ che si possa immaginare. Infine “Returning To Shadow” conclude in malinconia disperata questo disco suggestivo, sicuramente  adatto per i più depressi di noi.

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