Vaselyne: In Dreams

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L’instancabile musicista e produttore olandese Frank Weyzig nell’anno appena trascorso ha proposto, oltre al bellissimo, super elogiato album di Born For Bliss Falling back to Never, anche In Dreams, l’EP frutto della sua collaborazione con la conterranea Yvette Winkler, già  militante nella band Sea of Souls, con la quale ha dato vita al progetto Vaselyne. La musica creata dai due è fatta di atmosfere e suggestione, di malinconia ed emozioni intense. Mentre gli strumenti, salvo rare eccezioni, sono interamente a cura di Weyzig, Winkler si occupa delle liriche e della parte vocale, cantando con molto pathos ma senza sdolcinature. Rispetto ai Born For Bliss, i paesaggi di Vaselyne sono caratterizzati da un maggior eclettismo: molta elettronica densa, di stile vario – non mancano derive prog! –  l’abituale, splendida chitarra di Weyzig, spesso vigorosa e piena oppure dilagante in liquidi arpeggi. In Dreams contiene outtakes e demos, la cover, davvero particolare, di un brano dei NIN ed anche una traccia inedita. Apre “Not to Be Mine”, già nell’album precedente dei Vaselyne The Fire Within, introdotta da una chitarra elegante e condotta dalla voce corposa che predomina, anche quando vi si aggiunge l’efficace supporto della chitarra elettrica: il tutto dà l’impressione di una maggiore essenzialità rispetto all’originale. “In Dreams”, nel suo oscillare fra sonorità ‘wilsoniane’ e reminiscenze anni ’70,  esprime già nel titolo la propria sostanza, mentre “Allright”, anch’essa in versione alternativa, immette note elettroniche tese nel pacato scenario disegnato dalla chitarra. “Earthbound”, brano di qualche tempo fa, si presenta in veste meno ‘classicheggiante’ e più austera – ma il pianoforte è straordinario! – e “August” remixata a cura di Kikai conserva lo spirito cupo e doloroso che già la caratterizzava;  “Half Cast”, con la chitarra ‘spagnoleggiante’ e il canto severo ma potente  ha un fascino arcano. La cover di “Home” dei NIN ne propone un lato non più dolce, ma sicuramente meno freddo ed infine la variante di “The Fire Within”, dove la chitarra acustica ‘gronda’ poesia in ogni nota, conclude, confermando la classe e lo stile pregevole di questi due musicisti.

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