.- (eaux saines): eaux saines

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Questo misteriosissimo progetto originario di Bordeaux, .- in codice Morse o eaux saines in francese, sta per pubblicare il debut album. Ben poco si può raccontare della figura – Colin – che si cela dietro il criptico moniker; sulla musica, invece, ovviamente qualche osservazione si può fare, poichè si tratta di elettronica oscura, con evidenti influenze industrial, ritmiche spesso tribali, atmosfere piuttosto soffocanti e scarsi momenti lineari di stampo darkwave, in sostanza un ascolto ben poco rilassante. eaux saines contiene nove tracce più o meno uniformi nell’ispirazione, senza molti ‘sintomi’ di novità ma di livello abbastanza soddisfacente, come potranno verificare i fans abituali del genere. La prima, “les eaux saines”, propone aspre e ‘spigolose’ sonorità industrial abbinate ad una desolata parte vocale che sembra giungere da uno scenario bellico: le note distorte di chitarra completano un quadro estremamente inquietante. Nella successiva “Almost” l’opprimente atmosfera è caratterizzata da una cupissima melodia e da una ritmica in stile electro dura e aggressiva, mentre il canto persegue un suo monocorde sentiero; subito dopo, “Drunk in Your Bed” unisce rumorismi tesi a chitarra in modalità shoegaze e a voce ingannevolmente pacata nella più improbabile delle disarmonie e “Des Mots”, uno dei brani più orecchiabili, fornisce un’accettabile versione di dark synthpop che ben funzionerebbe sul dancefloor. “One Day, Ten Years” migra in territori più depressi, svelando i legami con la tradizione ’80 ma “Le Chant des Sirens” va giù pesante con la chitarra ‘torturandola’ e traendone suoni grevi ed apocalittici e relegando la voce in una dimensione irreale, tanto che, poi, le lievi ed accattivanti note ‘sintetiche’ che aprono la seguente  “Lost Sailplanes” centrano bene l’‘effetto sorpresa’. Infine, dopo un’ulteriore incursione nell’elettronica ‘tosta’ e nei rumorismi industrial con “Unfalling”, il disco si conclude con le sonorità drammatiche ed i toni ‘corrucciati’ di “This Smile”, che per altro non ci risparmia una chiusa catastrofica, e lascia l’impressione di un’ispirazione valida ma ancora da elaborare compiutamente, basata più che altro su una congerie di idee alle quali andrebbe data una più precisa direzione.

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