L'Ordre d'Héloïse: The Lagrangian Point

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La creatività di Alain, ora supportata dall’amico e nuovo compagno di avventure Jerome, sembra fiorita da quando ha finalmente trovato un pubblico interessato alla sua musica; e proprio per ringraziare gli ascoltatori, le radio e le fanzines che lo hanno seguito e supportato, ha pubblicato, per la net label americana Kroosaficks Records l’album strumentale The Lagrangian Point in download gratuito (disponibile cliccando sull’immagine della copertina dal sito dell’etichetta). Si tratta di nove pezzi, accumunati nel titolo a riferimenti astronomici, come un viaggio nell’immensità del cosmo, che diviene una metafora dell’universo interiore.

“Titan” trasmette un senso di malinconica lontananza, riuscendo a rappresentare il senso di smarrimento, di inutilità forse, di un piccolo satellite, a cui è stato persino negato di orbitare intorno al sole… o un essere umano a cui il destino ha negato la felicità.
“Geidi Prime”, che prende il nome dal tetro pianeta immaginario di Dune diventato una discarica, pare trasmettere un senso di inquietudine, angoscia, quasi un disperato monito senza parole che ci dice che stiamo facendo lo stesso anche con la nostra Terra.
“Saturne”, il più affasciante dei Pianeti del nostro sistema solare, con le corone di anelli che lo circondano è anche il simbolo del dio greco Kronos; qui il battito del basso ricorda il ticchettio di un orologio, del tempo che scorre vorticosamente e noi immaginiamo questo gigante gassoso intrappolato nel vortice del tempo che scorre.
In “Jonction” – Giunzione – le tastiere ricreano dei segnali sonori, che paiono quelli emessi da una immaginaria stazione spaziale per guidare gli atterraggi delle astronavi; il basso e soprattutto i nervosi accordi di chitarra paiono però simbolizzare un tormento interiore, il desiderio di avvicinarsi ed il timore per cosa potrebbe attenderci a terra.
“Kik 23375” si rifà ad una misteriosa sorgente di luce che cambia di intensità e sembra rappresentare i nostri sentimenti, il loro fiorire e pervaderci pieni di sogni e speranze, per poi affievolirsi sotto il peso delle delusioni.
“Cephei” mutua il nome da un sistema stellare binario e pare ricreare un senso di equilibrio, forse il bisogno primordiale che ciascuno di noi sente di far ruotare la propria esistenza intorno a qualcuno; ed è bella l’immagine di queste due stelle che orbitano una sull’altra: la piccola dona alla rossa gigante calore, la grande cedendo energia alla piccola, un po’ come fa un padre.
“Gliese 581” è un sistema planetario della costellazione della Bilancia, dove si credeva potessero esserci dei pianeti adatti ad ospitare forme di vita; in questo pezzo la musica è più luminosa e pare rappresentare la speranza di una vita diversa, in un altro luogo, lontano da tutte le cose negative; una specie di viaggio immaginario verso la Terra Promessa.
Un’ambientazione simile si trova in “Kepler 62F”, un altro esopianeta situato nella zona abitabile: qui la musica sembra la colonna sonora di un sogno malinconico, lo sguardo di un sognatore che alza lo sguardo verso il cielo cercando il luogo remoto dove possono vivere i suoi sogni.
“Kaitan” ha un suono luminoso, che pare parlare di speranza, di piccole luci che appaiono l’orizzonte; come se questo viaggio avesse permesso di ritrovare, se non la felicità, almeno qualche sogno.

Un altro ottimo lavoro per questo gruppo francese, che qui riesce a trasmettere emozioni e visioni anche senza i profondi testi di Alain; perché gli artisti trovano sempre il modo di rappresentare le loro emozioni, a qualsiasi Musa si votino… o forse perché per descrivere i sentimenti le parole non bastano, ed allora sono le note a descriverli ed amplificarli.
Il download è gratuito: un regalo per i fans, un’ottima occasione per scoprirli ed avvicinarsi alla loro musica per gli altri. Sul sito dell’etichetta ci sono parecchi album di altri gruppi, tutti sempre disponibili gratuitamente: approfittatene!

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