Move: Move

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I Move – Emilio Prosperi, Marcello Blasi, Paolo Proietti e Valentina Arrigoni – nacquero a Roma nel giugno del 1985, sulla scia della ‘moda’ new wave ormai impiantatasi anche in Italia. La loro parabola durò circa cinque anni, prima che sparissero completamente ed ebbero soltanto il tempo di rilasciare qualche tape di cui si sa pochissimo. Molto gradita quindi la ristampa a cura della Mannequin dell’album Move, pubblicato nel 1986 da una piccola etichetta indipendente, e di importanza straordinaria per comprendere uno volta di più quanta creatività e quanti fermenti interessanti animassero il nostro paese in un periodo così fondamentale per la musica. I Move sono stati legati soprattutto all’ambiente dei centri sociali romani e a realtà come Radio Onda Rossa e lo spazio autogestito di Forte Prenestino: all’interno di questo paesaggio caotico ma stimolante i quattro finirono con il crearsi il loro piccolo seguito. La loro produzione, vicina alla fase più feconda del postpunk inglese ma non priva di derive psichedeliche che le conferiscono un’impronta particolare, appare dominata dal basso di Valentina Arrigoni e dalla chitarra di Proietti mentre Blasi – purtroppo scomparso di recente – estrae dalla tastiera modernissime basi ‘sintetiche’, oltre a cantare in quasi tutti i pezzi. Move contiene sette tracce con testi in inglese o in italiano; ognuno di esse ha una fisionomia originale e non esistono momenti morti. La prima, “Any Move” è un esempio delizioso di new wave d’epoca: si prendano il bellissimo basso cupo e i gotici ricami alla tastiera, vi si aggiunga il malinconico canto, e siamo negli anni ’80, quelli che portiamo nel cuore! “Cosa Domani” esplora territori più ‘gothic’ con passi di chitarra dal sapore psichedelico e tutto il nero impeto che ci hanno insegnato i Bauhaus; “Lei” introduce una ritmica secca e ‘febbrile’ mentre basso e chitarra si attestano in area ‘Cure’ e “Lo Scoglio” contiene in effetti qualche reminiscenza punk. Ci sono brani dal suono attualissimo, tanto da apparire ancora oggi insoliti e sperimentali (“Still Smoking”) ed altri che non potrebbero che appartenere agli anni ’80, come la conclusiva “Quattro e Tre/Quarti”: in ogni caso, Move è una preziosa testimonianza di un periodo artistico indimenticabile, importante anche per chi, non avendo potuto viverlo di persona, non ne ha un ricordo proprio.

Per informazioni: http://www.mannequinrecords.com/
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