Angur: Ego

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Il fiero pagan-black metal del quale sono portatori i teutonici Angur (da Frankenthal, Renania Palatinato) poggia su brani mediamente lunghi (Ego sfiora la mezz’ora di durata complessiva) ed articolati, impendendo alla foga di prendere il sopravvento, amministrando con cura le forze incanalandole nel solco di un attacco sonoro ragionato. Frutto dell’esperienza, essendo i nostri attivi da una decade, pur avendo ad oggi rilasciato il solo full-length “Hort min Sagen” del 2011, poi ci pensano le chitarre di Niels Nusshart e di Paul Oesterwitz a fornire la base solida sulla quale poggia il rantolo belluino di Oliver Glaser, ma è la ghironda di Fee Glaser a rompere il compatto muro sonoro innalzato dal colleghi (la formazione è completata dal bassista Simon Mueller, attualmente il posto riservato alla batteria è vacante), ergendosi a vera protagonista di “Truemmer”, il brano più incisivo dei quattro, furibondo assalto all’arma bianca che non lascia prigionieri sul campo. Una prova che non permette, stante il suo ridotto minutaggio, di stilare un giudizio più approfondito sugli Angur, che nei confronti di Eluveitie e Subway to Sally, ma anche dei nostri Folkstone, giuocano ancora in un ruolo di (seppur onesti) comprimari. Se solo riuscissero a fornire testimonianze meno diradate nel tempo, potrebbero ambire anche ad uno slot prestigioso in qualche Festival dedicato ad un genere, quello del pagan-metal, che riesce ancora a tenere ed a coinvolgere schiere d’appassionati.

Per informazioni: http://www.infinite-metal.de
Web: http://www.angur.de
TagsAngur
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