Fatum Aeternum: The darkest hour

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Già incrociati all’epoca del debut “The dream is dead” (nel frattempo hanno pubblicato un altro EP, “Sermon”, nel 2012), gli israeliani FA si ripresentano con queste cinque tracce (la title-track si riduce ad una mera intro di nemmeno due minuti di durata) che evidenziano una sensibile crescita dal punto di vista compositivo, il che ci fa ben sperare per il futuro del terzetto, pronto a rilasciare un altro full-length (il già annunziato “Divide et impera”). Certo che siamo ancora lontani dall’ottenimento di uno status più autorevole in quanto a personalità, essendo ancora evidenti modelli di riferimento ingombranti dai quali si attinge a piene mani, episodi come la sghemba “Nothing” lasciano comunque intravedere segnali positivi in questo senso. La violinista Evelyn Shor, dotata di un bel timbro, duetta con coraggio con le vocals possenti del bassista Steve Gershin, ed il suo strumento concretizza interventi piacevoli e centrati, perfettamente funzionali al contesto nel quale canzoni come “Me”, “Hate” e “Dive with me” si collocano, ovvero un metal gothikeggiante che trae vigore anche da influenze alterna evidenziate dalla chitarra di George Falk. La buona preparazione tecnica e l’esperienza accumulata in anni di apparizioni live segnano altri punti a loro favore. Il contesto nel quale agiscono non incoraggerà certamente proposte come la loro (provengono da Haifa), anche per questo vanno incoraggiati!

Per informazioni: http://www.infinite-metal.de
Web: http://www.fatum-aeternum.com
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