Aythis: The Illusion And The Twin

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Dietro il moniker Aythis si cela la musicista e vocalist francese Carline Van Roos di cui alcuni ricorderanno la militanza in gruppi doom metal come Lethian Dreams e Remembrance oltre alla bellissima voce. Il progetto Aythis, nato già nel 2006, negli intendimenti della fondatrice aveva lo scopo di dare espressione al lato più intimo della sua anima, questo mediante l’introduzione di sonorità intimiste, forme ‘ethereal’ e tinte cupe quanto sognanti. Nel corso degli anni, gli obiettivi della Van Roos appaiono raggiunti con successo e lo dimostra anche questo album uscito da poco, The Illusion And The Twin, con undici brani suggestivi ed intensi che, decisamente, conquistano il cuore. La prima traccia, “Without A Name”, esordisce con un piano tristissimo ed un teso ‘boato’ elettronico sullo sfondo, ai quali si aggiunge una vivace ritmica tribale ed un canto ripetitivo ma ricco di magia, che fa pensare alla celebrazione di un rito. Pervasa di malinconia anche “In The Sleep Of Haze”, di nuovo dominata dal piano, mentre la voce sfuma fra mille misteriosi echi, gli stessi che si ritrovano nella seguente “Inertia”, un ‘nordico’ scenario ‘ethereal’ pieno di pathos che raggiunge qua e là indescrivibili ‘punte’ di desolazione; “The Other” incanta con piano e morbidi sussurri: una combinazione di bellezza sconvolgente. Poi, la successiva “The Ground Is Burning”, mantenendo inalterata la tristezza che caratterizza un po’ tutto il disco,  propone però una ‘tessitura’ di suoni assai più fitta con paesaggi vasti e ‘sognanti’, mentre della brevissima “Break It” si può menzionare, ancora una volta, soltanto il fascino: il piano, qui, sembra ‘parlante’. La melodia di “Dissolve Me”, impreziosita da note di violoncello, risulta davvero indimenticabile mentre “Night” rivendica l’infinito valore della linearità con il piano che evoca tetre visioni. In fondo, “A Solace of Violence” si riveste di grigi colori ambient che emanano una spettrale freddezza e, dopo le più vivaci note di piano di “A Pristine Lie, A Pristine Light”, in cui le potenzialità vocali della Van Roos paiono schiudersi in tutte le loro sfumature, “Cendres Et Glace” conclude l’album in tensione ed oscurità, con momenti finali solenni e vagamente minacciosi che ci fanno comprendere quale musica può produrre uno spirito tormentato che spalanca al mondo le sue nude, tenebrose ‘stanze’.

TagsAythis
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