SAÐÆMØN: Terralma

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Ho scoperto solo ora l’opera di questo talentuoso e creativo musicista sudamericano, che compone da quasi dieci anni (tutte le sue opere precedenti sono scaricabili gratuitamente dal suo Bandcamp).

Il nuovo lavoro è disponibile da pochi giorni: si tratta di dodici strumentali neoclassici che non hanno quasi bisogno di parole, perché talmente emozionali da parlare direttamente al nostro cuore.

“Acto” pare rappresentare la creazione dell’Universo, con le prime note che descrivono il vuoto anteriore al “Fiat Lux” dal quale si irradiano piccoli tocchi che danno vita al creato sullo sfondo di un’atmosfera divina, al valzer della bellezza e della vita che si diffonde ovunque.

“Estoico” pare esprimere la costernazione di colui che guarda l’Universo espandersi, con le galassie che creano vortici di stelle: un panorama che incanta lo sguardo malinconico di colui che lo aveva creato e che vede la sua bellezza allontanarsi, come una luminosa, immensa scia di lacrime che illumina l’oscurità.

“Angel” sembra ricreare i cori di queste creature nate per amare, ma che proprio per questo a volte racchiudono nel loro cuore la tristezza per la sorte di chi gli è caro; ci sono delle note di pianoforte che paiono rappresentare le loro azioni benevole, come mani immateriali che tessono i dettagli sulla tela del creato.

In “Alegoria” ogni nota del piano pare un’azione della vita, che si snoda su uno sfondo di violino che pare rappresentare l’armonia, la connessione con l’essenza divina; pare la rappresentazione dell’Eden, di un tempo in cui ogni gesto era un dettaglio di un disegno più grande; l’immenso, come suggeriscono i continui crescendo delle sezioni d’archi, fino al momento della dipartita dal piano materiale che pare evocare il rallentamento della parte finale.

“Calma” fa pensare al viaggio di un’anima nei Piani Astrali, il contatto con l’infinito, la sensazione di pace, di liberazione dai vincoli della materia e del tempo che consuma i giorni degli umani e la gioia e le aspettative della nuova condizione immateriale.

“Euritmia”, termine che nella sua accezione moderna è stato utilizzato dall’antroposofo Steiner, è una danza capace di rappresentare qualsiasi cosa: questo brano pare accompagnare il ballo di un’anima che cerca di assomigliare alla divinità, di muovere i suoi passi in vibrazioni piene di amore ed armonia, con la paura di non riuscire, di non esserne all’altezza.

“Retorno” si apre con un suono colmo di tristezza, come quella che sente un’anima che comprende di non aver portato a termine il suo compito di evoluzione e ripensa con un rimpianto infinito ai suoi errori; queste atmosfere struggenti si stemperano in un suono dolce e in una tastiera che pare il battito dei passi in una nuova vita, in cui ci si incammina confortati dalla speranza che la nuova reincarnazione sia un’altra possibilità di affinare la nostra conoscenza ed evolvere.

Il passo successivo di quest’album, che pare descrivere il percorso evolutivo delle anime, è appunto “Catarsis”, cioè la purificazione; il synth che apre il pezzo pare rappresentare i difetti di cui l’anima si libera per tornare pura come agli albori e consapevole come chi ha conosciuto tutto; il suono torna a un’armonia, ma ha uno spessore maggiore, come quello accumulato nel ciclo di esistenze terrene, di cui talvolta riecheggia il ricordo nelle note del pianoforte.

Il percorso astrale continua con l’ascensione (“Ascencion”): il pezzo fa rivivere un volo che si libra verso l’alto, verso l’assoluto, liberi da affanni, verso una pace, un’armonia che promette di essere eterna, verso il Nirvana.

“Terralma” sembra voler descrivere l’Illuminazione, l’Unione col Tutto, la coscienza collettiva, l’Anima Mundi in cui tutto pare avere una ragione, uno scopo e il suo posto nel disegno dell’esistenza.

“Celestial” pare uno sguardo rivolto al cielo da questa nuova prospettiva; capire il significato di “insieme”… sentirsi contemporaneamente una di quelle stelle e una parte dell’Infinito, che sarebbe diverso senza di noi;

“Existir” ci lascia allungare il nostro sguardo interiore verso il traguardo di questo percorso: il concetto di “Unione col Tutto”, una coscienza singola e unita a tutte le altre, in un’unità che lascia fluire in noi le altre, “Il tocco di una mente sulla mente” di cui parlava Dion Fortune.

Se l’Ethereal ambisce a descrivere i Piani Astrali, questo album è l’essenza stessa di quel genere musicale.

Per informazioni: http://www.sadaemon.com
Web: https://sadaemon.bandcamp.com/album/terralma
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