The 69 Eyes: Universal Monsters

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I “The 69 Eyes” sono una giostra estremamente collaudata e perfettamente a proprio agio nel riproporre quello che sa fare meglio ovvero: “pure fucking goth ‘n’ roll”.

Dopo la svolta darkettona di “Wasting the Down” la band di Helsinki ha trovato la propria dimensione. A volte è riuscita ad esprimersi in maniera memorabile -“Blessed Be” e “Back in Blood” su tutti, altre volte con album discreti ma sempre piacevoli, come “X”.
I punti fermi, oltre la line up, sono tutti quegli elementi che concorrono a determinare un songwriting ricco di elementi che posso apparire pomposi o esagerati, ma che invece, sapientemente dosati, rendono alcune tracce memorabili ed evergreen.
I 69 Eyes suonano solo come i 69 Eyes e dopo diversi anni di carriera, non è cosa da poco conto.
Nel bene e nel male loro sono un genere a parte. O li ami, o li odi. Ma la domanda più importante è: “posso odiare un disco come “Universal Monsters”?”
La risposta è retorica quanto la domanda: “assolutamente NO!”
A partire dalla copertina che deve stilisticamente tanto ai mostri del titolo e pertanto risulta molto accattivante, l’intero album è semplicemente perfetto.
Ogni singola canzone è irresistibilmente orecchiabile, mai eccessiva, tremendamente calibrata. Grande merito va riconosciuto indubbiamente al produttore J. L. Michaels, soprannominato dal gruppo stesso il “sesto vampiro di Helsinki”.
I due singoli estratti fin ora “Jet Fighter Plane” e “Dolce Vita” – quest’ultimo con qualche parola in italiano nel testo- sono veri e propri brani killer.
Il resto scorre via avidamente regalando atmosfere dal sapore western, come nella magnifica “Never”, epiche come in “Blackbird Pie” o classicamente rock come nella ballata “Blue”.
Vera e propria perla de disco è “Jerusalem”, brano semplicemente perfetto, destinato a diventare un classico.
Cosa aspettate, fate vostro questo disco e se non avete mai sentito la meravigliosa voce di Jyrki 69 dal vivo, segnatela come una delle cose da fare! Ne vale veramente la pena!
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