Crystal Soda Cream: Work & Velocity

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Terzo lavoro per questi ragazzi austriaci, dopo il demo omonimo Escape from Vienna del 2013, con il quale avevano iniziato a farsi notare tra gli addetti ai lavori ed il pubblico più attento. Nei più di due anni intercorsi tra questo album ed il precedente il loro suono è maturato ed è diventato più personale, anche se in alcuni brani si notano ancora dei riferimenti ai Cure più oscuri ed intimisti.

“Command Control” è un pezzo introspettivo, dalla ritmica cupa e con un refrain che diffonde un’atmosfera tormentata.
“Rationale Arbeitsschritte” è ossessivo, angosciato ed ogni strumento che aggiunge dettagli sembra enfatizzare questa sensazione.
La title track “Work & velocity” è più goth e si caratterizza per la bella alternanza tra voce maschile e femminile.
“Saurer Hauch” è un ottimo pezzo post punk con  un’aura di tensione “joy divisioniana”.
In “Expedition Corps” sono i riverberi a farla da padroni su una base ritmica lenta, con la voce che si eleva remota, spettrale.
“Anatomy” riprende un po’ le atmosfere del pezzo precedente, elaborandole in chiave più arrangiata, con dettagli che sembrano voler rappresentare delle emozioni che improvvisamente pervadono tutto.
“Schlag zu, lauf weg” è nervosa, impregnata dell’energia punk, di una rabbia in procinto di diventare disperazione.
“Patient Doctor” è puro post punk impreziosito da refrain in controtempo, con una voce che altalena tra canto e grido.
In “September”, pezzo che i Crystal Soda Cream avevano già diffuso da qualche mese, si sentono le influenze di Robert Smith e soci. contaminate da stacchi energici.
In “Past Aggression” il ritmo si fa nuovamente incalzante: un anthem pieno di tensione ed atmosfere oscure.

Un album che pare uno dei piccoli capolavori degli anni ’80 riscoperti grazie a YouTube e che non sfigura accanto a loro in una collezione di dischi.

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