pinkRispunta il gruppo anglo tedesco Pink Turns Blue, dopo lo scioglimento del 1995, la reunion nel 2003 e le incertezze circa la possibilità di un’effettiva ‘ripresa’: le ultime notizie risalivano al 2010 (Storm) e, poi, quest’anno, The AERDT – Untold Stories sembra alludere ad un seppur lento reinizio.  Mic Jogwer, Ruebi Walter e Paul Richter, sono nati ‘figli’ del post-punk della tradizione e, anche se è passato un bel po’ di tempo, non mutano la loro ispirazione, ora tuttavia privilegiando generalmente il filone più melodico, vicino agli Interpol o ai primi Editors. Il nuovo lavoro contiene dieci tracce tutte di buon livello, per quanto non travolgenti, con atmosfere pacatamente malinconiche e bei giri di basso: se si può fare un’osservazione, diciamo che il sound appare decisamente ‘old style’, il che non è necessariamente un difetto, ma in parte, forse, è la ragione per cui non accade mai, nel corso dell’ascolto, di essere sopraffatti dall’entusiasmo. Prendiamo, per esempio, la graziosa “Something Deep Inside” che apre l’album: la chitarra ha un bel suono, la tastiera idem, la voce è impeccabile, nel complesso un pezzo simpatico ma dubito che abbia qualche chance di essere ricordato a lungo. Anche su “Dirt” non vi è nulla da eccepire, tutti fanno diligentemente la loro parte, in primis basso e chitarra, mostrando di conoscere bene la lezione; in “Give Me Your Beauty”, poi, il clima si avvicina palesemente alla malinconia romantica degli Interpol e Paul Banks fa sentire la sua influenza anche nel canto di Jogwer, come accade del resto in “The Clown”. Comunque, “Here’s To You My Love” offre suggestivi passaggi alla chitarra che ha un accattivante suono ‘liquido’, ‘Tomorrow Never Comes” propone un piacevole momento introspettivo con un riuscito giro di chitarra ed una parte ‘sintetica’ in stile ‘vintage’ e, poco dopo, “I Believed” rafforza il pathos con belle note di piano. Chiude l’album la graziosa “Devil”, tutta impeto e chitarra, che di certo dal vivo farà la sua figura e attesta che i Pink Turns Blue alla fin fine hanno ancora qualche ‘freccia’ al loro arco.