Astari Nite: Until the End of the Moon

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coverGli Astari Nite sono un quintetto di Miami, capitanato da Mychael Ghost, molto ispirato e creativo. Attivi dal 2012 (anche se purtroppo ci erano sfuggiti finora), sono riusciti ad attirare l’attenzione di Bruno Kramm, che li pubblica per la Danse Macabre, e a fare da opening act a leggende della new wave come Psychedelic Furs, Modern English e Peter Murphy, per citare i più famosi.

La loro musica è una new wave con radici negli anni ’80, che oscilla tra accordi di chitarra leggeri, tastiere emozionali e stacchi pieni di energia e tensione emotiva. La voce di Mychael è carica di pathos e riesce ad interpretare emozionalmente e a far sentire a chi ascolta i sentimenti dei pezzi.

Until the end of the moon il loro ultimo lavoro, è uscito a maggio e contiene dieci pezzi, dieci piccole perle a cavallo tra il passato ed il delicato mondo interiore che vive in ognuno di noi.

“Engagement ceremony” è un pezzo con una doppia anima, in cui su una musica ritmata, quasi ballabile si eleva la voce di Mychael carica di malinconia e frammenti di speranza; come un amore sfortunato che non vuole spegnersi.

“Endless night” ha degli arpeggi e delle tastiere molto wave, che accompagnano la voce che si fa più remota, con un testo che raggiunge l’ermetismo per quanto riesce a riassumere in poche righe un amore terminato, ma vivo e lacerante nel cuore e nell’anima: l’insonnia, i rimpianti e i rimedi farmacologici.

“Useless wow” ha una bella base ritmica, tesa e nervosa, sulla quale Mychael canta parole di uno struggente addio.

“Joyful wish” è un pezzo dalla malinconia leggera e dalle sonorità anni ’80, con una voce femminile aggiunta al coro: un piccolo capolavoro, che amerei descrivere con le parole con cui Mychael lo aveva presentato su Facebook: “Joyful wish è l’incontrarsi per la notte perfetta, il suono di quando si cammina per la prima volta sulla neve, la devastazione di essere lasciati da una persona; il crepacuore che pesa nel petto quando vedi una persona che ami giacere in una bara o in un’urna. Joyful wish è quel sentimento speciale che non potrai mai né rimpiazzare né riavere”.

“Non disclosure agreement” è uno dei pezzi più drammatici e corali dell’album: una musica a metà tra Psychedelic Furs e Smiths, riff che paiono rappresentare delle lacrime che cadono e la voce di Mychael struggente e malinconica in controcanto sulla melodia.

“She casts spells” ha dei crescendo laceranti che interrompono e caricano di un’atmosfera nervosa e triste la melodia di base, con la voce di Mychael che implora in un canto pieno di spleen.

“Time hangs on your fingertips” è la mia preferita di un album stupendo: racchiude una scrittura musicale gotica, dove le suggestioni fantasmagoriche assumono il volto delle persone che si aggirano nella nostra memoria, come ritratti disegnati dalle lacrime di una felicità rimpianta.

“Always like yesterday” riprende accordi Smithsiani reinterpretati con energia rock e ambientazione malinconica, impreziositi come sempre dal pathos di Mychael.

“Imaginary world” è un pezzo duale: con la melodia che alterna suggestioni oniricamente crepuscolari e stacchi veloci e duri, come la realtà che prima o poi ci sottrae al meraviglioso mondo immaginario in cui dimorano i nostri desideri e alle persone a cui abbiamo donato le chiavi del nostro cuore.

“Until the end of the moon” è una nostalgica canzone d’amore perduto: una musica dolce come il ricordo di giorni pieni di sentimenti e gioia e la voce venata di tristezza di Mychael che ci rende consapevoli che quei momenti sono passati, persi per sempre.

Un gruppo, un album che ci ricordano che esiste ancora la new wave e che ancora oggi esistono persone che dimostrano, con le atmosfere che sanno ricreare, di averne capito lo spirito, la sensibilità, la visione.

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