Prioratvm: Adonis

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adonisDai banchi della bottega artigiana Final Muzik di Gianfranco Santoro eccovi Adonis, quarto manufatto ascritto a nome Prioratvm, progetto nato nel 2007 per volere del suo unico fautore Mirko B., Artista schivo che, come numerosi colleghi, agisce totalmente immerso nella sua attività ove si applica con ogni talento del quale è dotato. Operare in una nicchia (che oggidì è l’unica alternativa che si offre a colui che non vuole svendersi), non significa accontentarsi del plauso di pochi, tutt’altro. L’impegno viene profuso a piene mani, e diamo atto a Prioratvm d’aver ottenuto un eccellente risultato, e coloro che avranno la facoltà o la ventura d’apprezzare Adonis lo faranno con cuore ed animo ben disposti. Dei nove brani del disco sette sono strumentali, degli altri due “Didusch” (del quale è disponibile un bel video, postato sul noto canale) ospita la voce della graziosa Maria Cristina Anzola, l’ex-Bel Am ora nei The Blue Project che condivide con un altro animo puro come Davide Borghi. Una congrega di illuminati si direbbe (d’altronde il nome rimanda ad un noto Priorato…). Ne “La chute d’Adonis” canta Vincent Mercier, che con Mirko condivide la paternità del concetto che è alla base di Adonis (che v’invito ad approfondire), ricorrendo alla lingua caldea-neo aramaica, in uso a Mosul e nella parte del Kurdistan iracheno, anche se mi pare venga classificata come dialetto. Il disco si muove in ambienti sonori prevalentemente rarefatti, dilatando gli spazi nella desertica opener “Chajat”, la quale coi suoi misurati arpeggi stabilisce affinità coi Suspended Memories di Roach/Reyes/Saiz, esercitando uno stile asciutto che sottrae materia giungendo però ad un risultato organico affascinante, stabilizzando la rotta colla successiva “Belus et Bilits”, ove la tensione cresce via via che il brano giunge al suo epilogo, anticipando la title-track, avvolgente continuum di flussi ancestrali che affina i sensi offuscati dal quotidiano affaccendarsi. La citata “Didush” concede una pausa, accogliendoci nella frescura dell’oasi e cullandoci col chiocchiolìo sommesso dell’acqua sgorgante da una fontana finemente scolpita nella pietra e dal flusso continuo levigata; sosta benedetta accompagnata dai vocalizzi della vestale, ed allora ci si abbandona alla contemplazione, e non v’è nulla di più piacevole che il classicismo privo di fronzoli de “L’age d’or”, bel componimento ove il gusto di Prioratvm trova libero sfogo, prima che “La chute d’Adonis” riporti l’attenzione su un tema arcigno che il recitato di Mercier accentua, composizione seguita dall’enigmatica “L’arbre interdit”, attraversata da un suono lancinante che ingenera uno stato di tensione sfociante nella tenebrosa “Esvaba l’usurpateur”, il tastierismo chiesastico della quale ci conduce all’atto finale, titolato “Le serpent et la sagesse”; il lungo peregrinare giunge alla meta segnata da un brano accarezzato dalla brezza serotina, concedendo la fronte al bacio del sole al tramonto, mentre lo si osserva calare oltre le sagome scure dei monti che cingono l’orizzonte. A distanza d’un Tempo che per ogni uno di noi varia, a seconda delle nostre inclinazioni, sentiremo l’urgenza di riascoltare Adonis, e magari scoprire così un particolare rimasto fino ad allora celato fra le sue pieghe. Piacere che s’accompagnerà alla stupefazione che è proprio di quelle pubblicazioni che non si assoggettano alle mode ed alle pulsioni del momento.

Per informazioni: http://prioratvm.bandcamp.com
Web: http://www.finalmuzik.com
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