Vitrea: Debris EP

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debrisL’ottimo “Songs of glass” ha permesso ai friulani Vitrea (ridotti ora a duo composto da Livio Caenazzo e da Mattia Romano) di elaborare il proprio carattere espandendolo in dieci tracce (più una nascosta) che evidenziavano la loro adesione a sonorità sì prodotte da macchine, ma allo stesso tempo dotate di un’anima, di una sensibilità ben rappresentata da tracce quali “January”. Ora è tempo di rileggere alcuni di quegli episodi, andando a ripescare un classico dei Tears for Fears quale “Shout” (ed il gruppo di Roland Orzabal è stato pure citato dai White Pulp autori del rinvigorimento di “Mad world”, segno che una traccia la hanno lasciata ai posteri, anche ai più insospettabili considerando l’anagrafe). Non un’operazione allestita tanto per riempire spazi (sono trascorsi meno di due anni dal full-length ed un nuovo disco non è in programma nel breve, anche se i due artisti continuano a produrre materiale), bensì per offrire a quattro colleghi e conterranei (Hi.Mo., Giovanni De Benedetto/Candida Kandinskij, Linguaggio Macchina e Moreno Padoan) l’opportunità di intervenire su episodi centrali dell’esordio, che sono stati così personalizzati adeguandoli allo stile ed alle istanze espressive degli intervenuti. Che poi il risultato finale possa soddisfare i gusti di coloro che apprezzano Vitrea è assolutamente relativo e personale, iniziative come queste sono ormai collaudate e non costituiscono certo una novità, sicuramente i remix di Debris evitano facili omologazioni, andando ad offrire una chiave di lettura inedita dell’originale sottoposto al trattamento. Voglio soffermarmi sui due inediti, la title-track con alla voce la brava Silvia di Natale (ex Cameramia, si è formato così un bel nucleo di musicisti locali intenti a cogliere le componenti comuni della loro Arte ma operando pure per distinguo), ove si mettono in rilievo i contrasti tra un sound che addensa i vocalizzi eterei della cantante (assai dotata) su un tastierismo spaziale poggiante su trame di chitarra reiterate e percussioni nervose, e la notturna “Fireflies”, industrial dal forte impatto visivo sorretto da un ritmo marziale. Hanno dalla loro curiosità, competenza e conoscenza della materia, faranno strada.

Per informazioni: http://vitrea.bandcamp.com
Web: http://www.facebook.com/vitreaband
TagsVitrea
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