Humpty Dumpty: Messiness

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imageHumpty Dumpty è il nome dietro al quale si nasconde il messinese -“Messiness”- Alessandro Calzavara, quarantaduenne con all’attivo già alle spalle 15 album (dal 2000).
Humpty Dumpty se ne sta seduto sul muretto, osserva, ascolta, rielabora, poi cade. Si rompe. Ma si ricompone, assemblando i suoi cocci alla rinfusa, il più in fretta possibile, per tornare attivo, sedersi nuovamente sul muretto, ricominciare. La cosa che sorprende più di ogni altra non è tanto la velocità con la quale lo fa, ma è il risultato. Stupefacente. Ottimo.
I dieci cocci che compongono l’Humpty Dumpty di “Messiness” sono a tratti distanti l’uno dall’altro, a tratti vicinissimi. Si amalgamano alla perfezione con una spontaneità sconcertante.
I rimandi ai “PULP” nell’introduttiva “Open” non sembrano, come all’apparenza potrebbe apparire, tanto lontani dall’anima più rock, contaminata fortemente dall’elettronica, di alcuni pezzi come “Protest Song” o dai toni psichedelici di “Professionalism”, colorata da una bellissima chitarra wave nella seconda parte, e dal vago sentore dei “Jesus and Mary Chain” -quelli di “Darklands”- nella suggestiva “Ambition”.
E quando, nella seconda parte del disco, la wave lenta di “The Brood” ti fa riprendere fiato, ecco che Alessandro preme il tasto sull’acceleratore per ricomporre Humpty Dumpty, velocemente ed inesorabilmente facendone brillare l’anima più marcatamente wave.
“Biopolitics” parte con un giro acustico inesorabile, che si ripete per tutta la durata del brano, che a metà del suo percorso decolla, arricchito con nostalgica eleganza (la chitarra in chiusura probabilmente è un tributo ai Joy Division).
Subito dopo si viene messi ko definitivamente dallo splendore di “To Get Inside” -cover dei Minimal Compact-, perla new wave dove i “The The” giocano a rincorrere le suggestioni espressive languide e sensuali dei “The Durutti Column” -di “LC”-.
Ed il vero e proprio tuffo negli anni ottanta si ha con l’elettronica di “Faith” canzone d'”altri tempi” attualizzata con disarmante naturalezza dall’ottima parte di chitarra che si inserisce a metà brano.
Humpty Dumpty stupisce con “Messiness”, disco autoprodotto e scaricabile gratuitamente.
Appena termina l’ascolto si ha voglia di ricominciare.
Una delle uscite più interessanti del 2016.

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