Iamtheshadow: Everything in this nothingness

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iamtheshaDal Portogallo arriva questo talentuoso one man project che avevamo già ascoltato sulla compilation Stimmen der Seele.

L’album d’esordio si compone di undici tracce, tra cui una cover di “Winning” dei Sound, pregne di intensità, emozione, introspezione tensione emotiva degna dei Joy Division.

Il lavoro è aperto dalla title track “Everything in this nothingness”… una canzone d’amore assoluto e disperato, come un sogno che nasce in una lacrima, l'”ideal for living” che qui diventa una persona che si sogna colmi il vuoto dell’esistenza. La musica è calda, intensa e trascina in un vortice emotivo di dolce malinconia che continua a rapire dopo l’ascolto.

“Falling” ha un intro che pare uno specchio nero che riflette il lato oscuro dell’anima, a cui Pedro dona voce. Questo artista ha il dono di riuscire a trasporre in musica le emozioni ed ascoltando questo pezzo si può avvertire il senso di vertigine della caduta: la voce pare l’ultima traccia che si lascia dietro di sé prima di cadere nell’abisso.

“The winter’s long” ha un’atmosfera claustrofobica su delle sonorità che ammiccano al gotico, per assumere un tono epico, come il resoconto sonoro di un’esistenza che si scontra e lotta con un inverno metaforico che avvolge la vita e l’intero mondo che ci circonda con il suo gelo.

L’intro di “Memories” è un concentrato dello struggimento che caratterizza tutto il brano, messo in evidenza anche dalla voce dal fascino remotamente arcano di Kriistal Ann: qui la memoria è il  ricordo di una felicità passata che tiene in vita il cuore in un presente di devastazione, un pensiero che diventa un rifugio pieno di dolcezza e rimpianto.

Il bagliore delle prime note di “Ashes” pare il fulgore di una supernova nel momento dell’esplosione, prima di divenire polvere di stelle destinate a perdersi nell’universo. Il ritmo oscuramente serrato con cui prosegue il testo pare rappresentare il dolore, il panico dopo una devastazione (il testo suggerisce quella del cuore dopo un abbandono) e la voce di Pedro è come un contrappunto che canta il triste epilogo che ne consegue.

“Hurts and take” è un pezzo duale che rappresenta le richieste, ossessive, devastanti che a volte ci schiacciano e che vengono alla mente quando Pedro canta “Push your limits”… L’altra frase ripetuta senza fine in questo pezzo, in cui anche la musica pare riflettere l’angoscia quando ci si trova di fronte a richieste troppo dure da appagare, è “Hurts and take”,; una frase minimalista che riassume perfettamente queste situazioni: chi chiede troppo, senza preoccuparsi di quanto potrebbe costare la sua soddisfazione, spesso non fa che prendere dopo averci ferito, senza nulla dare in cambio fuorché il dolore.

“Echoes” evoca un senso di disorientamento, dello smarrimento che si prova quando i ricordi pesano come fantasmi che infestano il nostro cuore con l’eco delle loro voci che conducono l’anima verso il tunnel che porta all’inferno della disperazione.

“Pleasure in the pain” sembra il canto di un Principe Nero anziché azzurro, pronto a lasciarsi andare all’abbandono per una donna, senza curarsi se ciò condurrà all’amore o alla morte. La musica ha contemporaneamente l’oscurità e la tensione dell’ignoto ed il trasporto di un temerario sentimento assoluto.

In “There is nothing more to see” i synth tessono un tappeto sonoro gravido di angoscia e sentimenti dubbiosi, contrastanti che evolvono in un ritmo più deciso, ossessivamente cupo, come il prendere coscienza di un errore, della fine.

La cover di “Winning” ha un tono freddo, ovattato in cui i refrain hanno la malinconica dolcezza di un sogno destinato a sfumare, come quello di una persona che pensava di aver vinto ed ha invece posto fine alla sua vita sui binari di un treno. In questa versione l’enfasi è posta sulle parti più cupe del testo, come per suggerire che la vittoria non è che un’effimera illusione.

“Distante melodia” è un pezzo etereo, struggente, con un’atmosfera che può ricordare i Lycia più oscuri: acquista un fascino insolito per il cantato in portoghese, arcano, lontano, come una voce che arriva appunto da lontano… come un ultimo lamento, un canto d’addio di un’anima che si è distaccata dal corpo.

Un lavoro che consiglio caldamente a tutti quelli che credono che la new wave sia una musica introspettiva che descrive l’anima ed i suoi moti: a tutti quelli che nella musica ricercano prima di tutto emozioni ed affinità.

Il cd è ordinabile mandando un messaggio alla pagina Facebook https://www.facebook.com/screamsandshadows.

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1 comment

  1. Vince Dei 30 Gennaio, 2020 at 11:40

    Bel disco e grandi emozioni durante l’ascolto. Peccato per il mastering di scarsa qualità audio.

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