You: Bouquet

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bouquetLa band Americana You – Trever Millay, Brad Taormina, Scott Kiernan e Lee Lichtsinn – pubblica in questi giorni il quarto album intitolato Bouquet. Il gruppo di Detroit, in attività già da alcuni anni, è da sempre ‘impegnato’ nella scena synth-pop e post-punk e fin da Sunchaser, il suo lavoro uscito nel 2014, aveva ottenuto giudizi molto positivi. Bouquet contiene nove tracce, per lo più pervase da un clima cupo ma dalle atmosfere intense, ‘abitate’ da basso e chitarre sanguigne come pure da passaggi ‘sintetici’ vecchio stile di notevole suggestione: se aggiungiamo anche il carisma della voce di Millay, abbiamo un quadro di sonorità gradevoli, alcune davvero ‘vintage’, altre improntate ad interpretazioni più moderne ed originali che risultano complessivamente intriganti e piacevoli all’ascolto. Apre la strumentale “Taste Lies”, che incede cupamente con basso e chitarra in primo piano, evocando immagini e siti tetri e fumosi. Poi, il secondo brano, “Bouquet”, propone un’aggraziata melodia ‘sintetica’ dal sapore molto ‘british’ come del resto anche la deliziosa “Dont”, distinta tuttavia da chitarre più vigorose ed ‘ariose’ e da un clima malinconico ed introspettivo. “Graveyard Method Actor” accelera la ritmica ed appaiono reminiscenze shoegaze mentre “Hagion” si attesta su accattivanti sonorità ‘dreamy’, presenti anche nella seguente “The Chase”, caratterizzata, come la precedente, da una bella melodia e da suadenti passaggi alla tastiera. Infine, bypassata la tesa, ‘ansiogena’ energia di “Lost Mines” e l’oscurità densa ed opprimente di “White Curtains”, che palesemente ricorda i Joy Division, valga segnalare soprattutto il paesaggio tetro di “Space Flower”, in cui spicca la gradevole tastiera ‘vintage’, a concludere un lavoro che non mancherà di trovare proseliti fra i nostalgici dei gloriosi ‘80.

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