In Aevum Agere: Fugit In Solitudi

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aevumTornano i paladini del doom In Aevum Agere, progetto fondato dal napoletano Bruno Masulli, musicista già attivo in varie altre esperienze. Stavolta si tratta di un EP con cinque tracce, Fugit In Solitudine che anticipa l’uscita di un nuovo album atteso, a quanto si è letto, in tempi brevi. I brani presentano le caratteristiche che sono sempre state proprie della musica di In Aevum Agere, con uno stile marcatamente epico, riff di chitarra che è poco definire robusti e la parte vocale a cura di Masulli di notevole suggestione, insomma tutti ingredienti che saranno graditi al pubblico del metal più oscuro e rimbombante. La prima traccia, “No Hope Of Death”, inizia con la maestosità che è lecito attendersi, ovvero pesanti, foschi accordi e canto giustamente grintoso, per poi concludere con la chitarra in grande spolvero. Subito dopo, “The Great Refusal (Ignavus)”, uscito anche come singolo, di certo non ‘ammorbidisce’ i suoni: la voce ‘brilla’ per l’abituale ‘passionalità’ e la chitarra spadroneggia con travolgenti ‘assoli’, facendone presagire la potenza nei concerti; in “Existence” si percepisce poi un clima più cupo e angoscioso su una ritmica più solenne e ripetitiva che la veemenza irrefrenabile di “The Dignity Of Solitude” spazza via per la goia dei ‘metallari’ più amanti della tradizione. Infine non sorprende la cover dei Candlemass – indubbiamente fra i numi tutelari di Masulli – “Somewhere In Nowhere”, eseguita con accuratezza e tangibile emozione, che chiude l’EP, sicuramente predisponendo l’irriducibile pubblico del doom ad una trepidante attesa del preannunciato album.

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