Gapp Kvlt: Jinn

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jinnProgetto enigmatico questo di Gaap Kvlt dietro cui si cela una misteriosa figura. Ora la Zoharum pubblica il suo secondo full-lenght intitolato Jinn. La copertina raffigura un mosaico moresco che ci introduce nel “mood” mistico e meditativo del disco. In questo lavoro l’artista si addentra in territori musicali in cui si avvicina alle atmosfere metafisiche del deserto del Marocco. Ci troviamo di fronte ad un’elettronica con un feeling orientale. Fin dalla prima traccia, la misticheggiante “Prayer”, possiamo ascoltare il canto di un muezzin accompagnato da cupe ambientazioni elettroniche. Tuttavia nel disco non vengono utilizzati field recordings o campionamenti di musica etnica del Nord Africa: lo spirito di quei luoghi viene evocato tramite l’uso di algidi ritmi e bordoni che ricordano il vento sabbioso del deserto. Non siamo distanti, come approccio compositivo, da molta ambient: mi viene in mente l’inevitabile guru Steve Roach o certe cose di Robert Rich, artisti che si sono avvicinati ad esperimenti di contaminazione. La musica di Jinn è meditativa e riesce realmente a trasportare in un’altra dimensione del tempo dove tutto è immobile: sembra di essere all’interno di una moschea in completa solitudine nel mezzo del deserto. Si possono ascoltare degli echi misteriosi di provenienza indecifrabile. Jinn è un disco caldamente consigliato ai viaggiatori mistici e a chi è in cerca di buone vibrazioni. Il cd esce in un’edizione strettamente limitata a 300 copie con la cover che si presenta in un raffinato 3-panel ecopak. Disponibile su Bandcamp: https://zoharum.bandcamp.com/album/jinn.

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