Christine Plays Viola: Spooky Obsessions

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violaTerzo full-length per i Christine Plays Viola – Massimo Ciampani, Fabrizio Giampietro, Daniele Palombizio, Desio Presutti, Daniele Vergni – a circa due anni di distanza dal precedente Vacua. Il gruppo si è attestato su sonorità gothic con forte presenza elettronica e con atmosfere oscure ed arcane: il nuovo Spooky Obsessions riflette le principali caratteristiche del loro stile e ha, più che mai, tutti i numeri per trovare apprezzamento in Europa, dove il combo si è acquistato una meritata notorietà, partecipando, fra l’altro, al Wave Gotik Treffen a maggio 2016. L’album contiene dieci tracce, alcune delle quali veramente notevoli. Si inizia con “Ossessione”, l’unica con le parole in italiano, che sembra riprodurre l’idea di un corsa, procedendo a ritmo convulso per un paio di minuti con uno scenario a altissima tensione, e appare più che altro pensata per destare di colpo l’attenzione. La seconda, “Midnight Trauma” ci regala un momento di sano e solido gothic, ma è la seguente “Behind A Wicked Mind” che, pur mantenendo un mood estremamente dark, adotta soluzioni meno convenzionali e più complesse, con un’indovinata ‘combinazione’ di cupissimo basso, chitarra brillante e sottili linee ‘sintetiche’. A questo punto, “Nefarious” sembra ‘abbracciare’ la causa darkwave anche se non mancano passaggi alla chitarra di una certa energia e “Poles Apart” ribadisce il concetto, finché “Murderous Dementia”, tesa ed ipnotica, non riporta al centro tonalità gothic che, in effetti, appaiono essere più congeniali alla band. Una segnalazione particolare merita “Unneeded Burial”, uno dei brani più suggestivi e inquietanti che, introducendo insolite dissonanze e mutamenti di ritmo, si distingue per il ‘colore’ blandamente sperimentale. Fra le restanti, “Slow Sinking In Gloom”, benché sia sicuramente la traccia più danceable, è troppo piacevole per poter essere ignorata, mentre “The Last Sacrifice”, uno degli episodi migliori dell’intero album, chiude con uno scenario wave cupo e dal ‘sapore’ vagamente sacrale un lavoro magari non stupefacente ma senz’altro di buon livello, che si spera promuoverà anche in Italia la carriera dei Christine Plays Viola.

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