Drama Emperor: All Of These Days

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dramaTrio marchigiano in attività da qualche anno, i Drama Emperor – Michele Caserta, Cristiano Ballarini e Simone Levantesi – hanno pubblicato in questo periodo il secondo album All Of These Days. Allineati fin dai primi tempi con una formula ‘aperta’ fra postpunk, psichedelia ed elettronica più ‘robusta’, i tre – fra i quali non si può non menzionare quel Michele Caserta la cui collaborazione, per esempio, ai lavori del progetto Psycho Kinder si è fatta decisamente apprezzare – mostrano un approccio molto creativo, muovendosi con competenza fra le varie influenze fino a sviluppare sonorità particolari e di grande interesse. L’esordio è di gran classe: la title track è una piccola perla postpunk, incentrata su una bella chitarra dalle tonalità cupe e la melodia, sobriamente ritmata, è ben retta da un canto impeccabile. Ma poi con “Sindrome” i suoni si fanno più ‘arditi’ e incisivi, la chitarra ‘trancia’ e, qua e là, ‘profuma’ di shoegaze; l’approccio più graffiante permane anche in “Sharp song”, uno degli episodi a mio avviso, più validi, in cui il basso è letteralmente un colpo al cuore e tutto l’arrangiamento ha una struttura complessa e variegata in cui si riconoscono forme mutuate da differenti generi e ogni strumento fa la sua parte secondo uno schema ‘movimentato’ ma armonico. Dopo, “Gerusalem” sorprende con robuste linee ‘sintetiche’, suoni energici e corposi, occasionalmente vicini al metal, abbinati a un cantato coinvolgente e “Oh Boy!”, intrigante intermezzo animato da piano e voci registrate, introduce alla malinconica melodia dai colori wave di “The Blind Man”, cui seguono le oscure note di “Awake”, caratterizzate dallo stesso stile e scandite dal bel basso deciso. La strumentale “Step New” si apre con sonorità più ‘atmosferiche’ che vengono poi sovrastate dalla chitarra potente e la ritmica sostenuta. Infine “Wir Sind” cambia le carte in tavola proponendo modalità ‘sintetiche’ che, in un eccitante crescendo, conducono in aree vicine all’EBM e la conclusiva “The Final Song” delinea un breve ma vivace scenario elettronico con una piccola accattivante melodia cui gli effetti di voce conferiscono una particolare suggestione. Ecco che i Drama Emperor, con un gioco di fantasiose contaminazioni e con un’affermazione di libertà molto apprezzabile, hanno trovato una soluzione efficace che non passerà inosservata.

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