The Unknown: In search of the unknown

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Nota è l’attenzione che My Kingdom Music riserva alle manifestazioni più interessanti del variegato underground alternativo; alla sub-label Club Inferno Ent. è affidato un incarico probante, ovvero valorizzare entità ancora più marginali, offrendo il necessario supporto per valorizzare compiutamente le loro manifestazioni artistiche. E’ il caso dell’iraniano Aria Moghaddam e del suo progetto The Unknown, operativo da alcuni anni ed aperto a collaborazioni illustri, come quella di Daniel Cavanagh (sul singolo “All about nothing” che segnò il debutto della sigla nel 2013). Un nome di peso come quello di Thomas Helm degli Empyrium viene esibito anche sul presente In search of the unknown, titolo che mi ha incuriosito individuando un riferimento nell’opera lovecraftiana, ma i contenuti sonori, più eterei e spaziali, mi inducono a ritenere questa mia considerazione forzata. Trattasi di un unico flusso sonoro che supera di poco i quaranta minuti, e che l’Autore ha suddiviso in quattro parti. E’ dal minuto venticinque o quasi che l’opera impone una decisa svolta al suo incedere, fino ad allora caratterizzato da situazioni ambientali che fungono da preparazione all’ascesa finale. Emerge una fascinazione esplicita nei confronti di Novembre, Klimt 1918 ed ovviamente Anathema, un’elevazione verso vette espressive e comunicative ragguardevoli, un’intensità interpretativa solenne. Difficile separare porzioni di In search of the unknown dalle altre che lo compongono, il disco richiede un ascolto complessivo, pena il rischio di addivenire ad un giudizio affrettato e poco rispettoso dell’impegno profuso da Moghaddam. Non lasciatevi influenzare dalla provenienza esotica del lavoro (non mi è chiaro se opera in Europa o nel suo Paese, in questo caso non riesco nemmeno ad immaginare quali e quante difficoltà si trovi ad affrontare), certo che il poter contare su appoggi così illustri (è della partita anche Kevin Pribulsky degli In Search Of) lascia supporre che possa godere di una certa libertà di movimento (ma la tecnologia oggidì abbatte ogni barriera). Per noi occidentali sazi di doom ambientale, post-goth, post-rock e quant’altro, magari In search of the unknown non riserverà sorprese e suonerà tutto sommato comune, ma ci sono schiere di fruitori letteralmente affamati di musica nuova, appena oltre i nostri rassicuranti (?) confini.

Per informazioni: http://www.mykingdommusic.net
Web: http://www.facebook.com/TheUnknownOnline
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