Godlesstate: Godlesstate

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godlesstatePatrick Leagas è da sempre ricordato come uno degli storici membri dei Death In June periodo Nada!, ancora oggi forse il piu’ amato disco della Morte in giugno. Le sonorità elettroniche di quel disco erano sicuramente riconducibilii all’apporto di Leagas che poi, una volta uscito dai Death In June, fondò i mitici Sixth Comm. Con Sixth Comm Leagas ha via via sempre piu’ manifestato il suo interesse verso la mitologia nordica – da ricordare in questo senso The Fruits Of Yggdrasil del 1987 – e le rune tanto che l’aspetto per cosi dire filosofico è diventato sempre piu’ preponderante con il passare del tempo. Musicalmente c’è così stata una svolta verso sonorità piu’ tribali con i Mother Destruction la cui eredità viene ora raccolta dal suo nuovo progetto denominato Godlesstate. Dimenticate i vecchi e gloriosi trascorsi new wave e neo-folk di Patrick Leagas: di quel passato, ascoltando l’album di debutto di Godlesstate, non è rimasto piu’ nulla. La musica è costituita da un’oscura tribal-dark-ambient sciamanica che avvicina sensibilmente le ambientazioni di Godlesstate a realtà ormai consolidate del genere come Rapoon e Hybryds.  Ma non sarebe completamten fuori luogo anche un paragone con certe produzioni tribal di Steve Roach. Lo scopo di Godlesstate è quello di avvicinarsi a una dimensione sacrale del’essere attraverso l’utilizzo di reiterati loop ritmici che mirano a indurre la trance nel’ascoltatore portandolo a  raggiungere una maggiore consapevolezza dell’essere. Musica che scava nel profondo dell’anima portando alla luce lo spirito degli Antichi Dei che ancora vive, pur dormendo da millenni, nel nostro mondo materiale. Godlesstate esce, in un’elegante confezione digipack, per la Hagshadow con una  copertina che evoca oscuri miti e riti ancestrali.

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