Ain Soph/Sigillum S: Ain Soph/Sigillum S

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La meritoria Old Europa Cafe ristampa una mitica e mitologica cassetta uscita nel 1987 – per la Cthulhu – a firma di 2 formazioni leggendarie della scena post-industriale esoterica italiana ovvero i romani Ain Soph e i milanesi Sigillum S. Già nel 1998 in realtà la Old Europa Cafè aveva ristampato in vinile l’opera ma questa è, in ogni caso, la prima edizione in cd.

Gli Ain Soph sono un gruppo che ha sempre avuto una forte connotazione magica e esoterica fin dai primi loro lavori: nella mitica trilogia di I, II e III e, successivamente, nel loro capolavoro Kshatryia, fondevano le istanze esoteric-industrial dei primi Current93 con un approccio personale e originale in cui si faceva uso della musica sacra e liturgica. Il progetto Ain Soph è stato concepito per andare oltre la musica – in questo senso i membri del gruppo sono cultori della Tradizione – e per invitare l’ascoltatore a compiere veri e propri rituali magici: tuttavia anche i risultati formali e estetici sono stati spesso di grande impatto: gli Ain Soph sono riusciti a creare delle ambientazioni sataniche e sepolcrali uniche che li hanno fatti diventare un vero e proprio gruppo di culto. Le 3 tracce presenti  in questo vecchio lavoro non fanno che confermare queste considerazioni: la prima traccia “Rex Tremendae” riesce a creare un’atmosfera da messa nera in cui la voce di Crucifige riecheggia un canto gregoriano mentre la musica alterna momenti pacati ad altri luciferini. La successiva “Estey” è una delicata ballata medievale in cui si anticipa quella che sarà la svolta “cantautorale” del gruppo ma viene subito seguita dalla dirompente “Katabasis”. L’ultima traccia è invece un Lied del XII secolo scritto da Jacques De Cambrai con il testo in francese che è un’ode alla Vergine Maria: emerge un autentico e  sincero senso del sacro – scandito dalle imponenti sonorità liturgiche dell’organo – che porterà in seguito Crucifige a diventare un sacerdote.

Anche i Sigillum S sono stati indubbiamente uno dei gruppi cardine di quel periodo degli ’80 in cui in Italia ci fu grande fermento nell’ambito della musica post-industriale: anche loro fortemente influenzati inizialmente dai primi Current 93, si sono subito caratterizzati per un approccio iconoclastico: il loro Bardo Thos Grol, album dedicato alla reinterpretazione del “Libro Tibetano dei Morti”, è oggi un piccolo classico e uno dei loro capolavori suonato interamente con strumenti nepalesi e tibetani. Le tracce contenute in questo split con Ain Soph sono all’insegna della ritualità e delle ambientazioni cupe e tenebrose come in “Abyss Dissection” o nella sepolcrale “Deepest Of My Brain”. Dopo la minacciosa e orrorifica “Into The Nothing” la chiusura è affidata ai riverberi elettronici mistici e deflagranti di “Iconsire”.

Si tratta di un lavoro da recuperare assolutamente e di un pezzo della musica post-industriale italiana. Onore alla Old Europa Cafe per averci ridato queste mitiche registrazioni in cd.

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